Wta Miami - Il toccante abbraccio tra Sabalenka e Badosa al termine del match

La bielorussa avanza nel torneo in Florida, dopo aver battuto la sua migliore amica nel tour

by Gennaro Di Giovanni
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Wta Miami - Il toccante abbraccio tra Sabalenka e Badosa al termine del match
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Sono giorni intensi per Aryna Sabalenka. Da giorni la giocatrice bielorussa è stata travolta da una tragedia che ha colpito una delle persone a lei più care, il suo ex compagno Konstantin Koltsov. Secondo la ricostruzione della polizia il quarantaduenne ex attaccante dei Pittsburgh Penguins di Hockey, si è suicidato, volando giù dal balcone dell'albergo in cui alloggiava.

La numero due del mondo, che non ha ancora rilasciato dichiarazioni in merito, se non un post sui social per chiedere rispetto per questo suo lutto, ha deciso di prendere comunque parte al torneo a Miami, destando non poche polemiche.

Aryna ha fatto il suo esordio ieri in un clima surreale, affrontando peraltro la sua migliore amica nel tour, Paula Badosa, dopo un'interminabile attesa dovuta alla pioggia. La nativa di Minsk è riuscita a non farsi condizionare dalla particolare situazione che sta vivendo fuori dal campo ed ha portato a casa la vittoria, con il risultato di 6-3, 6-4.

Al termine del match le due amiche si sono lasciate andare ad un commovente abbraccio.

Come sappiamo Sabalenka ha deciso di non voler effettuare interviste prima e durante le gare, così tutta l’attenzione dei media si è spostata sulla sua avversaria, che ha parlato così del match appena concluso.

I giornalisti le hanno poi chiesto come è stato gestire una partita così delicata dal punto di vista emotivo: “Non è stato comodo giocare contro la mia migliore amica in questa situazione. Siamo entrambe abbastanza forti mentalmente.

Lei lo ha dimostrato, io l'ho dimostrato. Sapevamo come staccare la spina in quell'ora e mezza di gioco. Sappiamo di averne passate tante nella nostra vita e sappiamo come separare le emozioni in quel momento. Poi, onestamente, voglio parlare di me.

Tre settimane fa non sapevo di poter giocare qui. Ero nel mio Paese a combattere, non sapevo cosa fare con la mia schiena perché soffrivo tantissimo. Tornare è già una vittoria"

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