John Isner e Steve Johnson infrangono il protocollo anti Coronavirus

I due giocatori yankee si sono resi protagonisti di un piccolo strappo alla regola


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John Isner e Steve Johnson infrangono il protocollo anti Coronavirus

Dopo settimane e mesi trascorsi lontani dai campi da tennis, il circuito ATP ha potuto finalmente riprendere da quel di New York, in occasione del torneo Masters 1000 di Cincinnati. Nell’impianto di Flushing Meadows, il numero uno del mondo Novak Djokovic ha conquistato il suo secondo titolo nell’evento, in via del tutto eccezionale quest’anno andato in scena nella Grande Mela.

Dopo il Western & Southern Open ecco quindi gli Us Open, secondo Grand Slam dell’anno dopo quello di Melbourne, al via dal 31 agosto. Detentore del titolo il fuoriclasse maiorchino Rafael Nadal, vincitore nel 2019 su Daniil Medvedev per 7-5 6-3 5-7 4-6 6-4 e quest’anno assente dal torneo.

La stretta di mano tra Isner e Johnson

Gli Stati Uniti d’America, nazione colpita dalla pandemia di Coronavirus più tardi rispetto al continente europeo, sono divenuti presto il Paese più duramente colpito dalla malattia: ad oggi i morti sono oltre 180 mila, con i contagi arrivati a superare i 6 milioni.

Proprio al fine di evitare la possibilità di nuovi casi da Covid-19, è stata creata una sorta di ‘bolla’ a New York per tutti quei giocatori che hanno deciso di viaggiare negli USA per disputare Cincinnati e gli Us Open e sono pertanto oggi impossibilitati ad uscire dai confini di questa zona.

In ogni caso, il virus ha avuto comunque modo di serpeggiare tra i campi dell’impianto di Flushing Meadows: è notizia di soli pochi giorni fa la positività del francese Benoit Paire, ritirato dal torneo.

Il protocollo adottato a New York è rigidissimo e non troppo tempo fa ha suscitato anche le proteste di Novak Djokovic, ma è stato già infranto. Alla conclusione infatti della partita di primo turno tra il gigante americano John Isner e il connazionale Steve Johnson, terminata al quinto set in favore del secondo dopo quasi quattro ore di battaglia, i due giocatori si sono stretti la mano, ignorando quella direttiva che impone – alla fine di ogni match – di far toccare semplicemente le racchette.

Questa regola è volta a prevenire qualsiasi possibilità di contagio tra i due sfidanti, che in caso di stretta di mano correrebbero il rischio di trasmettere il virus ancora più facilmente tramite il sudore.

Una piccola infrazione, dunque, ma che è bene resti solo un’eccezione.