Iga Swiatek si racconta: "Ecco come ho raggiunto il successo al Roland Garros 2020"



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Iga Swiatek si racconta: "Ecco come ho raggiunto il successo al Roland Garros 2020"

Il Roland Garros 2020 ha visto la nascita di una stella, la tennista polacca e vincitrice del torneo Iga Swiatek. Ragazza di 19 anni, Iga ha realizzato un edizione da record vincendo tutti i set a disposizione e lasciando solo 28 games alle avversarie.

Tra le altre, annientata anche la testa di serie numero uno del torneo Simona Halep. Dopo alcune ore dalla vittoria e potendo analizzare il successo con calma e razionalità , la tennista polacca ha parlato di questa vittoria con il podcast WTA Insider analizzando i giorni di lavoro per arrivare a questo successo.

Le parole di Iga Swiatek sul successo al Roland Garros

Nel corso dell'intervista Iga ha spiegato di spiegare spesso il proprio istinto, ma in questo torneo non è andata così e la tennista è stata fedele per la prima volta ai piani del suo team tecnico.

Ecco le sue dichiarazioni: "È facile dire 'Concentrati sulle gambe, sulla mobilità e sulla tattica, ma in generale penso che le soluzioni più facili siano le migliori. Ho fatto semplicemente quello che la mia squadra mi ha detto di fare.

Mi sono fidata di loro per tutto il torneo, sono consapevole di avere un grande istinto ma in questo torneo l'aspetto tattico mi ha aiutato molto. A volte semplicemente non penso e gioco solo il mio tennis con le mie idee.

Nei tornei precedenti il mio coach mi dava un'idea di gioco ed io facevo esattamente il contrario. In questo torneo mi sono fidato di lui e seguivo al 100 % i suoi consigli. Ho capito che per avere successo sia necessario unire l'istinto con la strategia ed in generale con l'aspetto tattico, solo così puoi ottenere davvero qualcosa.

So di avere qualità e credo che devo ancora lavorare tatticamente. In questo torneo ho seguito tutto alla lettera e le cose sono andate bene" Insieme al suo coach Piotr, la Swiatek lavora da tempo con uno psicologo con il quale si confronta quotidianamente: "Non è facile perché devi sempre essere attento a quello che pensi in campo, devi sempre essere concentrato e non distrarti mai.

La cosa più difficile è stata credere in quello che stavo facendo e calmarmi. A volte pensavo troppo e analizzato troppo le cose, pensavo anche alle cose più piccole. Penso ad esempio al tour negli Stati Uniti dove ogni giorno analizzavamo cosa cambiare.

In realtà le cose più facili sono quelle che funzionano meglio. È strano, ma è così e funziona sempre"