Wta Lexington - Il derby Williams lo vince Serena. A Praga avanti a fatica Halep



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Wta Lexington - Il derby Williams lo vince Serena. A Praga avanti a fatica Halep

A ventidue anni di distanza dalla prima volta, da un semplicissimo secondo turno sul verde di Melbourne Park, Serena e Venus si ritrovano per l'episodio numero trentuno della saga. Il numero uno nel nuovo decennio. Nel surreale silenzio del centralino di Lexington - il torneo che ha segnato la ripartenza del circuito internazionale negli States - la ventitré volte campionessa Slam riesce a contenere una falsa partenza e soprattutto a recuperare un break di svantaggio nella terza frazione.

Venus non sfrutta poi un vantaggio di 40-0 nel nono game, ma a esclusione di un doppio fallo (sanguinoso sul 40-40) è Serena a tracciare tutta la differenza. Finisce 3-6 6-3 6-4: per la sorellina si tratta della diciannovesima vittoria nella rivalità.

La partita: Venus parte meglio, Serena esce alla distanza

Venus condensa la stragrande maggioranza degli errori nei primi tre game. Manco a dirlo cancella una manciata di palle per il doppio-break e scappa sul 5-2 senza particolari difficoltà.

Serena, lenta negli spostamenti e poco lucida nelle scelte tattiche, si aggrappa a qualche estemporanea soluzione vincente. Il numero quattordici accanto alla riga degli unforced alla fine del primo set racconta comunque in maniera piuttosto esaustiva il perché del 6-3 Venus.

Serena in realtà non adotta delle grosse migliore al piano-tattico, ma si procura comunque una manciata di palle break nel quarto gioco e con l'ausilio del servizio cancella una pericolosa situazione di 15-30 in quello immediatamente successivo.

Venus, che inevitabilmente si ritrova con meno benzina nel serbatoio, si salva in due occasioni sul 2-3 (vincendo in entrambi i casi un massacrante braccio di ferro sulla diagonale sinistra) ma alla terza chanche che mette sul rovescio della sorellina non riesce a opporre resistenza.

Il "Sister Act" trova una soluzione al terzo per l'undicesima volta nella storia. Serena, che ci arriva ovviamente con un 6-4 da custodire e soprattutto con più energie, accende e spegne la luce con troppa superficialità.

Non sfrutta un break di vantaggio e si ritrova costretta a recuperarne uno, ma scava un solco invalicabile sul 4-4. Costretta a recuperare tre quindici di svantaggio, la ventitré volte campionessa Slam si inventa tre risposte vincenti, approfitta di un doppio fallo sul 40-40 e con un rovescio vincente in allungo - alla fine di uno degli scambi più duri della partita - si prende il break.

Quello decisivo.

Wta Praga, Halep soffre ancora

Il secondo test di Simona Halep a Praga è condizionato da sedici break. Ma soprattutto da un problema alla schiena. Nonostante le circostanze, ed evidentemente tutte le difficoltà legate alla ripartenza, la numero due riesce a far valere il biglietto da visita contro la wild card ceca Barbora Krejcikova.

Decisamente esemplificativo il 3-6 7-5 6-2 che matura dopo poco più di due ore di gioco. I break che segnano lo start sono quattro. La wild card di casa, che commette meno errori e che si muove soprattutto meglio, modifica il trend nel quinto gioco e assesta la spallata definitiva poco dopo.

Con un vantaggio di 5-2 da custodire - figlio di un parzianlone di 16-2 - la ventiquattrenne ceca riesce a tagliare il primo piccolo traguardo con un pesantissimo 6-3 sulle spalle. Halep non brilla per continuità: ed è un paradosso.

Recupera, sì, un break di ritardo in avvio di secondo e ristabilizza parzialmente le gerarchie con un mini-parziale di 3-0, ma non sfrutta un vantaggio di 5-2 40-0 e in maniera quasi assolutamente autonoma rimette l'avversaria in carreggiata sul 5-5.

Dopo un turno di battuta tutto-fuorché-morbido, la numero due del mondo riesce a sfruttare il sesto set point utile e a cancellare qualche sensazione negativa. Dopo l'intervento del fisioterapista, e altri due game estremamente negativi, la rumena elimina infatti dal pacchetto tecnico gli errori non forzati, si tranquillizza e con un mega-parziale di 6-0 riesce a sopravvivere a un pomeriggio decisamente complicato.

Anche Eugenie Bouchard, unica non-europea nel tabellone di Praga, si accomoda quanto meno ai quarti di finale nel secondo torneo in Europa sul rosso. Dopo la vittoria piuttosto netta ai danni di Veronika Kudermetova, la ventiseienne canadese annota sul taccuino delle vittime la qualificata Tamara Zidansek.

Anche se non sfrutta un set e un break di svantaggio ed è costretta a riordinare completamente le idee nel terzo. Alla soglia delle tre ore di gioco, quasi come da copione, complice anche una buonissima percentuale di punti in risposta, la due volte finalista Slam riesce a fissare il successo sul 7-6(2) 6-7(2) 6-2.

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