Lara Arruabarrena difende il WTA di Palermo dalle accuse della Vekic



by   |  LETTURE 4118

Lara Arruabarrena difende il WTA di Palermo dalle accuse della Vekic

Dopo tutto quello che è successo da marzo ad oggi, tornare alla normalità sembra quasi impossibile. Tutto è diverso. Nuove leggi, nuove regole e protocolli sanitari hanno invaso le nostre vite ed ogni tipo di attività.

È difficile andare a fare la spesa rispettando tutti gli obblighi, figurarsi organizzare un torneo di tennis ufficiale.Il WTA di Palermo, ha fatto da apripista alla ripartenza del tennis dopo la sospensione dei tornei causata dall’emergenza sanitaria scatenata dal Covid-19.

E proprio perché è il primo torneo che si disputa dopo il lockdown gli occhi erano tutti puntati sulle misure restrittive adottate per garantire la sicurezza dei tennisti e dei tutti i partecipanti. Gli organizzatori avevano messo in conto il rischio di esporsi alla gogna mediatica e ad eventuali critiche provenienti da tennisti, addetti ai lavori, tifosi e spettatori.

In particolare alcune tenniste fra cui Donna Vekic hanno dichiarato che nel torneo siciliano non è presente quella “bolla” che dovrebbe garantire di muoversi liberamente all’interno delle zone limitrofe al torneo senza il rischio di contagiarsi.

Questo perché, secondo la croata il 90% dei giocatori non resta in hotel, come invece dovrebbe fare.

Lara Arruabarrena ringrazia l'organizzazione del WTA di Palermo

Di diverso avviso rispetto al pensiero della Vekic è stata la tennista spagnola Lara Arruabarrena che attraverso un post sul suo profilo twitter ha voluto ringraziare il WTA di Palermo e la sua organizzazione per come ha gestito la situazione, chiarendo che “ogni giocatore dovrebbe essere consapevole delle proprie azioni in un periodo cosi delicato come quello che tutta l’umanità sta attraversando a causa del coronavirus”.

Il messaggio scritto dalla spagnola, attuale numero 78 della classifica WTA, recita queste parole: “ Voglio ringraziare il torneo di Palermo per lo sforzo e il lavoro che stanno facendo per garantire chela competizione si svolta nel mondo migliore possibile.

Sono state fatte diverse critiche ma ognuno è responsabile delle sue azioni. Tutti siamo abbastanza grandi per capire quale sia il modo giusto di comportarsi e rispettare i protocolli. Nessuno è obbligato a giocare se non se la sente”.