27 anni dall'attentato a Monica Seles, la tennista più sottovalutata di sempre.


by   |  LETTURE 16132
27 anni dall'attentato a Monica Seles, la tennista più sottovalutata di sempre.

La tennista più sottovalutata di sempre. Ognuno di noi ha una storia alle spalle, ma a un certo punto arriva il momento della vita in cui devi dire: “Questa sono io. Adesso dipende da me diventare la persona che voglio essere” - Monica Seles Ecco la storia della grande Monica Seles Monica nasce il 2 dicembre del 1973 a Novi Sad, ex Jugoslavia (ora Serbia), da genitori ungheresi: Karolj e Ester.

All’età di 5 anni, ha già imparato a giocare a tennis nel parcheggio sotto casa con l'aiuto del padre. I due passano molte ore al giorno con la racchetta in mano, nonostante il parere contrario della madre e della nonna, che credono che una bambina così piccola non debba dedicare tanto tempo allo sport.

Ciò nonostante, con l'aiuto del padre, Monica continua ad allenarsi e a migliorare velocemente, tanto da riuscire a battere persino il fratello Zoltan di 8 anni più grande, all'epoca primo classificato under 18 nel suo paese.

Poco dopo, all'età di 13 anni, diventa anche lei numero uno, ma del ranking juniores mondiale. A 16 anni, poi, riesce addirittura a battere Steffi Graf nella finale del Roland Garros, diventando così la più giovane giocatrice di sempre a vincere il torneo.

Ma questa è stata solo la punta dell'icebeg del suo grande e precoce talento. A 17 anni diventa la più giovane tennista a raggiungere la vetta della classifica WTA. Da quel momento la sua corsa verso il successo pare inarrestabile.

All’età di 19 anni è in testa al ranking mondiale, ha vinto 22 tornei di fila e ha già conquistato 8 titoli slam. Durante i primi 4 anni da professionista nel circuito WTA (dal 1989 al 1992), vince 231 partite, perdendone solo 25 (90.2%) e conquistando 30 titoli.

Per non parlare della striscia positiva dal gennaio 1991 fino al febbraio 1993 in cui vince 33 tornei sui 34 giocati, tra cui 6 slam. In questo periodo, quindi, perde un’unica partita a livello slam, mentre nello stesso arco di tempo Steffi Graf riusce a vincere un unico titolo slam.

A tal proposito vorrei ricordarvi che, all’età di 19 anni, Serena Williams aveva vinto solo uno slam ed è arrivata a vincerne 8 all'età di 25 anni. Anche Roger Federer e Rafael Nadal sono arrivati a 8 slam a 25 anni.

Novak Djokovic addirittura a 27. Inoltre, all’età in cui Monica Seles vinceva il suo ottavo Slam, Martina Navratilova e Chris Evert non ne avevano ancora vinto uno. Credo quindi che sia quasi riduttivo dire che nel 1993 Monica fosse già diventata una delle tenniste più dominanti della storia del tennis mondiale.

A 19 anni aveva già realizzato quello che tante grandi giocatrici potevano ancora solo sognare di fare. In quel momento Monica era giovanissima e la sua carriera prometteva sicuramente altri grandi successi. La tragedia che ha colpito la sua vita Alle cinque del pomeriggio del 30 aprile 1993 la vita di Monica Seles viene letteralmente stravolta.

Mentre è seduta a bordo campo durante una pausa dell'incontro con Magdalena Maleeva al torneo di Amburgo, Gunther Parche, un fan della rivale Steffi Graf, ossessionato dal fatto che la sua beniamina fosse stata spodestata dal suo trono nel ranking mondiale, si sporge dalle transenne alle sue spalle e la colpisce in mezzo alle scapole con un coltello da cucina.

La lama lunga quasi 20 cm penetra poco più di un centimetro, senza colpire fortunatamente né la colonna vertebrale né altri organi vitali. “Ricordo che mentre ero lì seduta e mi passavo l'asciugamano sul viso, mi sono piegata in avanti per bere un po’ d’acqua.

Era quasi ora di ricominciare a giocare e mi sentivo la bocca asciutta. Mi stavo portando il bicchiere alle labbra quando ho sentito un dolore terribile alla schiena” ha scritto poi la Seles nella sua autobiografia. “Ho girato di scatto la testa all’indietro e ho visto un uomo con un cappellino in testa con uno strano ghigno sul viso.

Aveva le braccia in alto e impugnava un lungo coltello. Stava cercando di colpirmi di nuovo. Non riuscivo a capire cosa stesse succedendo”. Se desiderate vedere il video, vi avverto che si tratta di immagini abbastanza crude.

Per riparare i muscoli e i tessuti danneggiati è ritenuto necessario ricorrere un intervento chirurgico. Nonostante la gravità della cosa, i dottori fanno capire alla Seles di potersi considerare fortunata, perché se non si fosse inclinata in avanti per bere, avrebbe potuto rischiare di restare paralizzata.

In ogni modo i medici si dicono certi che, seguendo le terapie, avrà la possibilità di rimettersi completamente. La spalla però continua a farle male per mesi, anche quando la ferita è oramai guarita da tempo.

Il periodo più buio L’inverno successivo a questo terribile episodio Monica cade in uno stato di depressione profonda e scoppia improvvisamente a piangere senza apparenti motivi. Di lì a poco inizia a manifestare un disturbo alimentare che la porta ad abbuffarsi frequentemente di cibo spazzatura, soprattutto nei momenti grande stress.

Ripensando a questo periodo della sua vita, la Seles ha detto: “Il tennis è molto legato all’immagine, agli sponsor, ai contratti pubblicitari e quindi all’aspetto esteriore. Quando sono aumentata di peso, ho capito che la gente mi guardava pensando: come puoi fare questo al tuo corpo? Gli sponsor mi dicevano: Dio, guardati!

Cosa è successo? e avrei voluto rispondere: Sono sempre la stessa persona! Il mio peso non dovrebbe essere importante! Ma a quei tempi non se ne poteva parlare e così tenevo i miei problemi nascosti. I disordini alimentari sono una malattia come molte altre.

Il cibo è parte integrante della nostra vita. Ero abituata a allenarmi cinque o sei ore al giorno e ad avere sempre tanta gente attorno... e a un certo punto sono spariti tutti. Prima le persone mi richiamavano subito al telefono, ma poi hanno iniziato a far passare una o due settimane, perché non ero più nella lista dei VIP.

In queste circostanze ho capito chi fossero gli amici veri e ho imparato molto sulla natura degli esseri umani”. A quell'epoca il suo team era composto da soli uomini e parlare di salute mentale era considerato un tabù.

Secondo la Seles, un maggior numero di donne inserito nei team di lavoro delle atlete professioniste, potrebbe essere un valido aiuto per ridurre i problemi di natura psicologica che possono colpire le atlete. Quando nel 2016 la tennista Petra Kvitova è stata a sua volta accoltellata alla mano da uno sconosciuto che si era introdotto a casa sua, tra le due tenniste ha iniziato a formarsi un legame molto forte.

“E’ un legame che probabilmente nessuna delle due avrebbe desiderato avere” ammette Monica. “E spero che più avanti negli anni potremo condividere altro”. La luce in fondo al tunnel Dopo un’assenza di due anni dal mondo del tennis, nel 1995 la Seles decide di tornare alle competizioni.

Riuscirà a vincere gli Australian Open nel 1996 e una medaglia di bronzo olimpica a Sidney nel 2000, ma non riuscirà mai a tornare allo stato di forma precedente l’aggressione del 1993. Sempre in quegli anni, con un tempismo terribile, suo padre Karolj si ammala di cancro allo stomaco e nel 1998 muore all'età di soli 64 anni.

Karolj era suo padre, ma era anche la sua roccia. È stato l’uomo che le ha messo in mano la prima racchetta e che ha creduto nel suo tennis quando Monica era una bambina di 5 anni dotata di uno spirito instancabile e ha continuato a credere in lei anche quando a 19 il suo spirito è stato distrutto dall'aggressione.

È difficile capire quanto questo evento possa averla fatta soffrire, soprattutto nello stato di depressione in cui già si trovava. Nonostante questo, Monica continua a giocare a tennis da professionista fino al 2003, anno in cui subisce un grave infortunio a un piede.

Questo infortunio la tiene lontana dal circuito per parecchi anni e nel 2008 viene dato l’annuncio ufficiale del suo ritiro dalle competizioni. Da quel momento, rivolgendosi soprattutto alle tenniste ma non solo, inizia a tenere conferenze sui disturbi dell’alimentazione che hanno segnato un lungo periodo della sua vita.

Nonostante l’aggressione subita, non ha mai perso il suo grande amore per il tennis e continua ancora a giocare di quando in quando. Nel 2009 inizia a frequentare il suo futuro marito, l’imprenditore Tom Golisano (di 32 anni più grande di lei) e lo stesso anno comincia a scrivere la sua autobiografia “Ho ripreso il controllo”.

Inizia anche a scrivere romanzi e una serie di libri che parlano di un'accademia per giovani tennisti che porta appunto il titolo “The Academy”. Nel tempo libero ama anche lavorare con associazioni benefiche per la protezione degli animali.

Quello che la WTA preferirebbe tenere nascosto Ora vorrei finire qui il racconto di questa storia, ma nella vita reale le favole non sempre hanno un lieto fine. Nel corso degli anni Gunther Parche non è mai finito in prigione per l'aggressione commessa.

Dopo essersi dichiarato malato di mente, nell’ottobre del 1993 fu condannato per lesioni gravi a due anni di pena, poi sospesa. La Seles non accettò il verdetto e spinse affinché l'accusa chiedesse la possibilità di procedere con un secondo processo.

Ma nel 1995, purtroppo, un altro giudice riconfermò la sospensione della pena. Monica Seles ricevette così un’ulteriore coltellata alle spalle. Secondo la polizia “L’aggressore ha dichiarato di non avere mai avuto intenzione di uccidere la Seles.

Voleva solo ferirla in modo che smettesse di giocare e desse la possibilità alla Graf di tornare numero uno al mondo”. Sfortunatamente Gunther Parche è riuscito a raggiungere il suo scopo. Dopo il terribile episodio di Amburgo, Steffi Graf tornò in vetta alla classifica WTA e, dopo il rientro della rivale, riuscì anche a batterla in due finali dello US Open.

Come se non bastasse, quando la Seles si stava ancora riprendendo sia fisicamente che emotivamente dall’aggressione, la WTA tenne a Roma una riunione delle 25 migliori giocatrici al mondo. Lo scopo della riunione era decidere se concedere alla Seles il ranking protetto (il numero uno al mondo) fino al suo rientro nel circuito.

Purtroppo, a parte un’astenuta (Gabriela Sabatini), tutte le giocatrici votarono contro, sferrandole così la terza coltellata. Il vostro ruolo nella vicenda L’episodio di cui vi ho parlato ha disgraziatamente cambiato per sempre la vita di Monica Seles molti anni fa, ma ora vorrei rivolgermi a voi lettori e parlare del ruolo che potreste avere in questa vicenda.

Forse non tutti conoscono la sua storia nei dettagli, ma in generale noto che purtroppo, quando si parla di chi possa essere stata la più grande tennista di sempre, difficilmente viene fatto il suo nome, mentre il nome della Graf è quasi sempre il primo o il secondo a essere citato.

Faccio appello a voi affinché Gunther Parche non continui a raggiungere il suo scopo! Ricordate agli appassionati di tennis la storia di Monica Seles! La storia di una ragazza che ha dominato il tennis mondiale proprio quando anche Steffi Graf era nel pieno della sua carriera sportiva.

La prossima volta in cui i vostri amici inizieranno a discutere su chi possa essere stata la migliore tennista di sempre, citate anche il suo nome! Credo se lo meriti.