WTA Adelaide: Super Sabalenka spazza via la Halep. Ok Barty e Yastremska



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WTA Adelaide: Super Sabalenka spazza via la Halep. Ok Barty e Yastremska

L'improvvisa morte di papà Sergey, l'uomo che le aveva messo una racchetta in mano, ha fornito una viva spinta motivazionale ad Aryna Sabalenka. La bielorussa aveva chiuso il 2019 con i titoli a Wuhan e Zhuhai, poi era stata raggiunta dalla terribile notizia della morte del padre, scomparso ad appena 43 anni.

Il periodo di offseason non è stato facile, ma le ha trasmesso una grinta feroce. “Mio padre voleva che diventassi la numero 1” ha detto durante l'Adelaide International, dopo il complicato successo contro Su Wei Hsieh, in cui aveva rimontato da 3-5 nel terzo set.

Nei quarti ha infilato la prima grande sorpresa del 2020, schiantando Simona Halep con un netto 6-4 6-2. Dal 4-4 nel primo set, ha raccolto sette giochi di fila, creando un solco incolmabile anche per una combattente come la rumena.

“Sapevo che ci avrebbe provato fino alla fine – ha detto Aryna – indipendentemente dal punteggio. Anche sul 5-0, mi aspettavo che avrebbe fatto tutto il possibile. Questo mi ha permesso di restare concentrata”.

La presenza di Aryna in South Australia è un po' casuale: aveva giocato così così a Shenzhen, dunque ha accettato una wild card dell'ultim'ora. Non poteva andare meglio, visti gli impressionanti dati statistici: ha tirato 30 colpi vincenti, a fronte di appena 10 errori.

Sottoposta a una specie di bombardamento, la Halep ha tirato appena 12 vincenti, sempre costretta a giocare in difesa. C'è grande attesa per la semifinale contro Dayana Yastremska, neo-allieva del demiurgo Sascha Bajin.

“Sta facendo molto bene, è una giocatrice aggressiva – dice la Sabalenka – domani andremo molto in fretta, ma mi piace questo tipo di gioco. Credo che sia interessante anche per il pubblico”. In precedenza, la giovanissima ucraina aveva gestito con grande maturità la sfida contro Donna Vekic.

Più che il suo gioco, impressiona la sua convinzione nei propri mezzi. “Non sto giocando il mio miglior tennis, perché dopo il lavoro invernale sto cercando di mettere in pratica le cose su cui mi sono allenata.

Sto cercando la forma migliore”. Proprio il lavoro effettuato con Bajin sta portando i primi frutti. In particolare, Dayana è contenta dell'intensità avuta durante la preparazione, svolta a Marbella. “Sono orgogliosa di quello che ho fatto, rimanendo concentrata in ogni allenamento.

Non è facile, specie quando sei stanca sia mentalmente che fisicamente. Però devi andare avanti, perché nei tornei è la stessa cosa. Il mio obiettivo è mantenere lo stesso livello di gioco, fino alla fine, sia in allenamento che in partita”.

In verità ha detto di aver fissato un grande traguardo per il 2020, ma ha preferito non rivelarlo per scaramanzia. Se il torneo ATP non ha dato grandi soddisfazioni ai giocatori australiani, il pubblico di casa si consola con Ashleigh Barty.

L'ultima volta che si era recata ad Adelaide, “Ash” giocava a cricket. Stavolta si presenta da n.1 del mondo e vuole ripagare l'affetto del pubblico, specie dopo un avvio di stagione un po' incerto a Brisbane.

Nel replay della finale del Roland Garros ha tenuto a distanza la rediviva Marketa Vondrousova con un 6-3 6-3 di routine. La Barty ha giocato con attenzione, annullando 6 delle 7 palle break concesse. Era il quarto scontro diretto tra le due (ha sempre vinto l'australiana) e ha confermato grandi qualità tattiche, facendo uscire la ceca dalla zona di comfort grazie a tagli, rotazioni e cambi di direzione, costringendo spesso la Vondrousova a scendere a rete.

Per Marketa resta comunque un ottimo rientro, visto che Adelaide era il suo primo torneo dopo l'infortunio al polso patito dopo Wimbledon. Nel frattempo prosegue la love story tra Danielle Collins e l'Australia. Semifinalista dodici mesi fa a Melbourne, ha approcciato il 2020 senza certezze dopo aver scoperto di avere l'artrite reumatoide.

Ha trovato le giuste cure e sta giocando un tennis dirompente, sublimato da due netti successi contro Kenin e Bencic, entrambe spazzate via con un netto 6-3 6-1. C'è molta Australia nella sua vita, visto che il suo nuovo staff è totalmente aussie: coach Jay Gooding, il preparatore atletico Tom Couch (che è anche il suo fidanzato) e il fisioterapista Evie Maguire.

WTA HOBART Si gioca anche in Tasmania: la delusione del pubblico per il forfait di Garbine Muguruza (bloccata da una malattia virale prima di scendere in campo con la Kudermetova) è stata bilanciata da due match maratona.

Dopo dodici vittorie consecutive, foriere dei titoli nelle ultime due edizioni, si è chiusa la striscia positiva di Elise Mertens. La belga ha ceduto 6-7 6-4 7-5 alla rediviva Heather Watson, tornata a battere una top-20 dopo tre anni.

Il match ha avuto due brevi interruzioni per pioggia, poi una più lunga di 45 minuti. Al rientro, nel terzo set la Mertens ha sciupato un break di vantaggio. “Contro Elise avevo sempre perso, finalmente l'ho battuta e sono felice di come ho giocato – ha detto la Watson – soprattutto viste le circostanze. Praticamente ho vissuto al club negli ultimi giorni, adesso devo recuperare alla svelta per il prossimo match”.

Non sarà particolarmente svantaggiata contro Elina Rybakina, poiché la russa ha avuto bisogno di quasi tre ore per battere la combattiva Lizette Cabrera nell'ultimo match, chiuso ben oltre le 23 locali.

La ventenne russa, pardon, kazaka, si è imposta 6-7 7-6 7-5 e andrà a caccia della seconda finale consecutiva dopo quella giocata la scorsa settimana a Shenzhen. Con l'uscita di scena delle prime due teste di serie, il torneo si apre a qualsiasi soluzione: nell'altra semifinale, a sfidare la Kudermetova ci sarà Shuai Zhang, sempre a suo agio sul cemento australiano.