Wta Tour - Siegemund "nega" il derby Gauff-Williams ad Auckland. Barty out a Brisbane



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Wta Tour - Siegemund "nega" il derby Gauff-Williams ad Auckland. Barty out a Brisbane

Da numero uno del mondo (e da padrona di casa) manca l'appuntamento con il successo alla prima in stagione. Nel Premier di Brisbane trova un posto ai quarti di finale la statunitense Jennifer Brady, reduce dalle qualificazioni e dello sgarbo a Maria Sharapova, si arrende Ashleigh Barty.

Fallosa, lenta negli spostamenti lateralil, poco lucida nelle scelte tattiche. L'australiana non trova delle alternative valide nel cuore della frazione inaugurale, lascia per strada il servizio nel settimo game e ricopre sostanzialmente il ruolo dell'inseguitrice fino al traguardo.

Di chance in risposta non se ne procura, fa praticamente in tempo solo a spingersi fino al tie break. Brady, che ovviamente non tentenna e che ovviamente gioca una partita povera di sbavature, alla soglia dei novanta minuti di gioco sigilla il successo sul 6-4 7-6(4) e prenota la sfida con Petra Kvitova.

Rispetta invece il copione Karolina Pliskova, numero due del lotto e campionessa in carica, che si fa comunque trascinare al terzo da Alja Tomljanovic. Nonostante le diffocoltà, che accumula sostanzialmente nel tie break del secondo, capitalizza la superiorità e fissa il punteggio sul 6-4 6-7(5) 6-1.

Si adatta agli stessi standard nell'ultima parte di giornata anche Naomi Osaka. Siamo stati vicini al primo incrocio tra Serena Williams e Coco Gauff. Senza considerare i piani di Laura Siegemund. La stellina statunitense ha messo la testa avanti grazie a un guizzo in risposta ai piedi del tie break e non ha mai pensato di apporre delle migliorie al piano tattico a cavallo tra la seconda e la terza frazione.

Presumibilmente per inesperienza.. Siegemund ha invece intravisto delle falle nel tennis dell'avversaria - e ha giochicchiato sull'aspetto mentale - tanto da amministrare la faccenda. E di sigillare il successo 5-7 6-2 6-3.

"Serenona" non ha invece avuto problemi a gestire una rimonta. Anzi. Ha accettato la superiorità di Christina McHale nella frazione inaugurale, ha limitato considerevolmente il numero degli errori non forzati nel cuore del match e ha trovato soprattutto qualità con la prima palla.

Ha perso il servizio in quattro occasioni, tre solamente nel primo set. Esemplificativo il 3-6 6-2 6-3 finale. Garbine Muguruza ha scelto Shenzhen - il torneo più povero del lotto - nel tentativo di accumulare la fiducia perdua.

Nella città che ha ospitato le Finals è riuscita a raggiungere addirittura il traguardo delle semifinali. Nello stesso spicchio di tabellone Ekaterina Alexandrova, dall'altra parte invece Elena Rybakina (in grado di sconfiggere la numero tre del seeding Elise Mertens) e Kristyna Pliskova.

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