WTA Finals – Che bagarre! Tutte in corsa nel Gruppo Rosso



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WTA Finals – Che bagarre! Tutte in corsa nel Gruppo Rosso

È stato un martedì movimentato, alle WTA Finals di Shenzhen. La vittoria nella giornata inaugurale non ha convinto Naomi Osaka a prendere ulteriori rischi: la giapponese ha annunciato il forfait prima di scendere in campo contro Ashleigh Barty, lasciando spazio all'alternate Kiki Bertens, reduce dalla finale al Masterino di Zhuhai.

La giapponese soffre di un problema alla spalla destra, emerso tre settimane fa durante la finale di Pechino, proprio contro la Barty. Naomi ha spiegato di non aver potuto servire per parecchi giorni, ritrovando il colpo appena un paio di giorni prima del Masters.

E così ha alzato bandiera bianca, lasciando all'olandese la teorica possibilità di centrare le semifinali. Kiki l'ha sfruttata, poiché ha rimontato un set e un break di svantaggio per battere la numero 1 del mondo, prendendosi una gustosa rivincita della sconfitta in semifinale a Pechino.

Sotto certi aspetti, la Bertens ha meritato questa chance perché dopo lo Us Open ha fatto il possibile per centrare la qualificazione, giocando sette settimane consecutive. Non ce l'aveva fatta, chiudendo in nona posizione.

Curiosamente, le sarebbe bastato sfruttare il matchpoint avuto contro la Barty e Pechino per entrare tra le prime otto. Il destino l'ha voluta premiare e lei si è presa una bella rivincita, battendo l'australiana col punteggio di 3-6 6-3 6-4.

Il match è iniziato con un game di servizio tenuto a zero dalla Barty, poi si sono visti cinque break consecutivi. Più in generale, la Barty giocava meglio, trovando interessanti soluzioni con il rovescio bimane, anziché il suo amato slice.

Pur giocando benino, la Bertens teneva in campo appena il 43% di prime palle ed era condannata da 14 errori gratuiti. Le cifre si sono invertite nel secondo, in cui la Barty ha abbassato le percentuali e ha iniziato a sbagliare troppo. Pur avanti 2-1 e servizio, è entrata in crisi commettendo tre brutti errori di dritto.

La Bertens ne ha approfittato e si è presa il secondo set. L'olandese ha spesso cercato la via della rete, accorciando il più possibile la durata degli scambi, mostrando sia una certa potenza che un discreto tocco nel gioco di volo.

Contestualmente alla crescita della Bertens, l'australiana è quasi sparita dal campo. Alla fine commetterà 41 errori, molti racchiusi tra il secondo e il terzo set. La Bertens ha intascato otto game di fila ed è piombata 4-0 nel terzo set.

"Ash" si è svegliata quasi fuori tempo massimo, regalando un finale-thriller: ha annullato tre palle del 5-0, poi altrettante del 5-1, ma si è riavvicinata. C'era aria di rimonta, ma la Bertens è stata bravissima a non perdere la concentrazione: affidandosi alle basi (una ritrovata percentuale di prime e un dritto molto pesante), ha tenuto gli ultimi due turni di battuta e ha portato a casa un successo che le apre scenari che sembravano impensabili.

Adesso la situazione del Gruppo Rosso è davvero intricata, perché nell'ultimo singolare di giornata (terminato intorno alle 23 locali) è sopraggiunta la vittoria di Belinda Bencic contro Petra Kvitova.

Per la svizzera era l'ultima spiaggia: in caso di sconfitta sarebbe stata eliminata, invece l'ha spuntata al fotofinish in un match giocato a sprazzi, in cui entrambe (soprattutto la Kvitova, a dire il vero) hanno alternato ottime cose a giocate così così.

È finita 6-3 1-6 6-4, ma la ceca ha moltissimi rimpianti per come si è sviluppato il terzo set. Dopo aver perso il primo è stata perfetta nel secondo, poi si è trovata per due volte in svantaggio di un break (2-1 e 3-2) nel terzo.

Era lei a fare più gioco, a cercare il vincente, e la tattica sembrava poter funzionare quando saliva 4-3 e si procurava la chance per andare a servire per il match. A quel punto la Bencic non sbagliava praticamente più un punto – con un parziale di 11 punti a 3 – effettuava l'allungo decisivo e intascava una vittoria che apre scenari davvero emozionanti: tutte le quattro giocatrici possono ancora aspirare a un posto in semifinale.

Anche la Kvitova, con 0 vittorie e 2 sconfitte, può sperare di farcela se giovedì dovesse verificarsi una particolare combinazione di risultati (su tutti, una sua vittoria sulla Barty). Anche la Bertens ha le sue chance, per quanto il ruolo di “alternate” comporti un piccolo svantaggio: a parità di match vinti, si fa preferire quella che ne ha giocati di più.

Tuttavia, visti i risultati di oggi, l'olandese sarebbe certa della qualificazione in caso di vittoria contro la Bencic. Stranezze (e bellezze) del Masters, e della sua formula così speciale.