Circuito WTA: bene Paolini a Guangzhou, disastro Muguruza e Ostapenko


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Circuito WTA: bene Paolini a Guangzhou, disastro Muguruza e Ostapenko

C'era bisogno di una bella vittoria, non tanto perché superare Tamara Zidansek sia una grande impresa, ma perché Jasmine Paolini aveva bisogno di dare continuità a una buona stagione e proseguire la rincorsa alle top-100 WTA.

Con una programmazione coraggiosa, la 23enne di Bagni di Lucca si è spostata in Asia subito dopo lo Us Open: dopo la sconfitta immediata a Zhengzhou, sta raccogliendo qualche frutto al WTA International di Guangzhou: non solo ha superato le qualificazioni, ma ha vinto un match duro contro la slovena.

La faccenda sembrava compromessa nel primo set, quando un risentimento all'adduttore sinistro l'ha costretta a uscire dal campo per un medical time out. Il dolore era notevole, al punto da far uscire qualche lacrima.

Al rientro ha ritrovato un buon tennis ed è venuta fuori alla distanza, sia pure con qualche patema al momento di chiudere. È finita 3-6 6-3 6-3 (ma nel terzo era stata avanti 4-0) e adesso avrà un match difficile, ma non impossibile, contro Saisai Zheng, che in precedenza aveva battagliato tre set per battere la Duan.

A parte il problema fisico (che sembra superato), la Paolini ha confermato una certa competitività nel dialogo da fondocampo. In linea di massima, i suoi colpi erano più incisivi e penetranti rispetto a quelli della Zidansek, soprattutto il dritto, mentre fatica ancora con il servizio.

La palla non viaggia granché, in particolare la seconda, e questo può rappresentare un problema contro le più forti. Il percorso intrapreso sembra giusto: finalmente, nel 2019, è arrivato un salto di qualità.

Vedremo se proseguirà anche nei prossimi mesi. A Guangzhou è tornata Elina Svitolina: dopo qualche game di studio, non ha avuto problemi contro la Jakupovic. Grande delusione per la n.2 del tabellone Qiang Wang, solitamente molto competitiva nei tornei in Asia.

In un derby tutto cinese si è fatta sorprendere dall'esperta Shuai Peng. WTA OSAKA - “So che a fine stagione può succedere di tutto”. Parola di Su-Wei Hsieh dopo l'impresa di giornata, se non sul piano numerico, almeno su quello dell'immagine.

Per la seconda volta in due scontri diretti, ha battuto Garbine Muguruza. Ma se il successo all'Australian Open 2018 era stato accolto come una sorpresa, quanto accaduto al Toray Pan Pacific Open di Osaka (sede provvisoria in vista del ritorno a Tokyo, laddove stanno preparando le strutture olimpiche) suggella la crisi nera della spagnola, giunta alla quinta sconfitta consecutiva.

La Hsieh si è imposta 3-6 7-6 6-1, cogliendo la prima vittoria in quattro partecipazioni al torneo giapponese. “Volevo solo essere più rilassata e fare il mio gioco – ha detto la Hsieh – all'inizio ho un po' perso il ritmo, ho avuto bisogno di qualche game per trovarlo”.

La Muguruza ha giocato piuttosto bene per un set e mezzo, dando qualche timido segnale di ripresa in una stagione disastrosa, in cui ha messo fine alla partnership con coach Sam Sumyk. Non vince una partita dal Roland Garros.

“Non mi aspettavo che iniziasse così bene – dice la Hsieh – ma a partire dal secondo set ho trovato stabilità”. La spagnola ha avuto un matchpoint sul 6-5 nel secondo set, ma lo ha sciupato mettendo un dritto in rete, entrando in una spirale negativa di nove punti consecutivi.

Perso il secondo, si è completamente disunita. Garbine compirà 26 anni tra qualche settimana e ha assoluto bisogno di ritrovarsi: in fondo parliamo di una pluricampionessa Slam, nonché ex numero 1 del mondo.

Oltre alla Muguruza, in Giappone c'era un'altra giocatrice in difficoltà: Daria Kasatkina. La russa si è arresa in due set (6-3 6-4 lo score) a Madison Keys, anche se non era il match adatto per rinascere: in cinque precedenti, le aveva strappato soltanto un set.

A parte qualche difficoltà iniziale, l'americana ha trovato ottime percentuali al servizio e si è imposta agevolmente: per un posto nei quarti, se la vedrà contro Zarina Diyas. Il resto di giornata ha confermato le difficoltà a giocare bene dopo aver vinto un torneo: Nao Hibino, vincitrice due giorni fa a Hiroshima, si è arresa in due set a Varvara Flink.

Molto bene Misaki Doi (finalista nella città tristemente nota per l'assalto nucleare del 1945), che ha lasciato appena tre giochi a Kristina Mladenovic, la cui partnership con Sascha Bajin va un po' a corrente alternata.

Si conferma il gran momento di Donna Vekic. Al rientro dopo l'ottimo Us Open, ha superato una Caroline Garcia un po' in disarmo. WTA SEUL - Il campo di partecipazione non è straordinario e ha patito in extremis il forfait di Maria Sakkari, testa di serie numero 1.

La greca non è scesa in campo per un problema al polso destro. Ne ha approfittato la sua avversaria, Patricia Maria Tig, che ha superato dopo una lunga battaglia la lucky loser Danka Kovinic. Prosegue il periodo nero di Jelena Ostapenko, che pure aveva vinto questo torneo un paio d'anni fa.

La lèttone si è arresa a Timea Babos, appena rientrata tra le top-100 dopo esserne uscita a febbraio. Adesso è proprio la Ostapenko a rischiare di uscirne, visto l'inquietante bilancio stagionale di 15 vittorie e 23 sconfitte.

Il 6-3 6-3 di Seul ha un po' sintetizzato la stagione della Ostapenko: qualche buona cosa alternata a una montagna di errori gratuiti. Il 2019 è quasi andato, ma dall'anno prossimo Jelena dovrà cambiare qualcosa – soprattutto sul piano atletico – se vuole tornare ai livelli di un tempo.

Negli ottavi, la Babos sfiderà Karolina Muchova (n.3 del tabellone), vincitrice su Alison Van Uytvanck nel match più interessante di giornata. In Corea c'è anche Ajla Tomljanovic, ormai ufficialmente fidanzata del nostro Matteo Berrettini.

In virtù di questa love story, i suoi risultati saranno seguiti con una certa curiosità. È partita bene, rifilando un netto 6-0 6-2 a Stefanie Voegele.