Coco Gauff: “Voglio diventare la più forte di sempre”


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Coco Gauff: “Voglio diventare la più forte di sempre”

Si sta parlando moltissimo, nell’ultimo mese e mezzo, della sorpresa Cori “Coco” Gauff, la giovanissima capace di sconfiggere Venus Williams a Wimbledon e raggiungere gli ottavi di finale dello Slam più famoso del mondo a soli 15 anni.

Adesso, dopo aver superato facilmente le qualificazioni del Citi Open di Washington, la piccola campionessa americana ha l’occasione di gareggiare sotto gli occhi del pubblico di casa anche nel main draw del torneo.

Così, in un’intervista per il Washington Post, la giovane ha commentato i cambiamenti che ha dovuto affrontare nelle ultime settimane, quando si è trovata a ricoprire il difficile ruolo di futura stella del tennis statunitense e mondiale: “Sento che io, come persona, non sono cambiata davvero.

E’ cambiato tutto quello che sta fuori. E’ questa la differenza”. Ci viene in mente allora il suo account Instagram, che ha registrato il passaggio da 30 mila follower a quasi 400 mila: “Dovrei verificare se detengo il record mondiale per il maggior aumento del numero di follower”, ha scherzato, “Mi sto avvicinando sempre più a Beyoncé!”.

Coco ha quindi parlato dei propri obiettivi, dimostrando una determinazione fuori dal comune: “I miei sogni non sono cambiati. Saranno sempre gli stessi fino a quando non li realizzerò. Voglio essere la numero uno del mondo, vincere gli Slam.

Il mio obiettivo in generale è quello di essere la più forte giocatrice della storia”. Fondamentale, secondo l’attuale numero 146 del ranking WTA, avere una buona ed intelligente gestione dei tornei da disputare, cosa di cui spesso si è occupato papà Corey: “Anche da più piccola, non ho mai giocato tanti tornei come altre tenniste.

Durante tutta la mia vita non ho partecipato a molti eventi perché ha sempre desiderato [Corey] che io avessi il tempo per svilupparmi”. Ed ora Washington, dove la quindicenne ha la chance di misurarsi anche in un torneo di casa, con tutta la pressione che ne consegue: “Mi sto ancora abituando alle conferenze stampa”, ha ammesso, “E’ bello tornare a giocare negli Stati Uniti. Credo che l’ultima volta che ho giocato qui sia stato a Miami, non me lo ricordo nemmeno molto bene”.