Wta Roma: Caporetto Rosa, ma ci sarà il derby tra sorelle Williams


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Wta Roma: Caporetto Rosa, ma ci sarà il derby tra sorelle Williams

Spiace dirlo, ma le situazioni vanno chiamate con il loro nome: è disastro. Alle 22.20 di lunedì sera, il tabellone femminile degli Internazionali BNL d'Italia è già privo di giocatrici italiane.

Ce n'erano tre, tutte ammesse con una wild card, e abbiamo raccolto la miseria di dieci giochi in sei set. Una Caporetto Rosa che fa il paio con l'umiliante retrocessione nella Serie C di Fed Cup. Pesa l'assenza di Camila Giorgi, unica giocatrice ammessa di diritto, ancora ferma per un problema al polso che la blocca da un paio di mesi.

Alle spalle dell'italoargentina, lo scenario visto al Foro è desolante. Le note migliori arrivano da Elisabetta Cocciaretto, emersa dalle pre-qualificazioni. È un bene che abbia potuto fare esperienza in un palcoscenico inedito per lei.

L'avversaria era una delle migliori possibili: Amanda Anisimova, più giovane di lei, ma entrata in tabellone come lucky loser. Numero 53 WTA contro 779, una differenza enorme che tutto sommato non si è vista sul campo.

La Cocciaretto è un buon elemento, probabilmente la più fulgida speranza del nostro tennis femminile. Tuttavia, è piuttosto indietro rispetto alle coetanee, dalla stessa Anisimova alle tante lolite terribili.

Non è un problema, ognuno ha i suoi tempi di maturazione. La marchigiana ha fatto la sua partita: dopo un inizio difficile, è stata brava a recuperare da 3-0 a 3-3 (con l'aggancio al termine di un game di 16 punti), ma poi ha perso tre giochi consecutivi che hanno creato un solco incolmabile con la sua avversaria.

La Cocciaretto non si è arresa, ha preso un piccolo vantaggio nel secondo set (2-0), ma in questo momento la Anisimova le è troppo superiore. Ha tenuto duro fino al 3-2, ma ha perso gli ultimi quattro game che hanno spedito la statunitense al secondo turno.

Con soli tre tornei giocati nel 2019 e un diploma ancora da prendere, la speranza è che Roma rappresenti un punto di partenza. È allarme rosso per Sara Errani: soltanto cinque anni fa, la romagnola raggiungeva una fantastica finale (29 anni dopo Raffaella Reggi), arrendendosi solo a Serena Williams e a un maledetto infortunio durante la finale.

Oggi, archiviata la storiacca della sospensione per la positività al letrozolo, spalmata in tre parti, sta facendo una fatica enorme – forse inaspettata – a tornare su buoni livelli. Viktoria Kuzmova è una buona giocatrice, ma “Sarita” ha raccolto solo un game e questo dice tutto.

Sono bastati 56 minuti alla slovacca per superare una giocatrice in crisi tecnica e di fiducia. La romagnola ha compiuto 32 anni un paio di settimane fa e ha ancora il tempo per risollevarsi: sarà importante mantenere alte fiducia e motivazioni.

La speranza, naturalmente, è che l'aria di Parigi (laddove giocherà le qualificazioni) possa ridarle impulso. In fondo, a volte basta un click. Ci si aspettava qualcosa in più da Jasmine Paolini. In una spettrale sessione serale (era rimasta pochissima gente dopo il match di Fognini), ha raccolto appena tre giochi contro Sofia Kenin.

La toscana aveva destato una buona impressione in Fed Cup, al di là delle sconfitte, ma questo match rappresenta un passo indietro. Con qualche goccia di pioggia a bagnare Roma, non è mai stata in partita. Troppa fretta nel chiudere in punto, troppa tensione e un'avversaria solida hanno infiocchettato il 6-1 6-2 finale, maturato in un'ora esatta.

Al secondo turno, per la Kenin ci sarà un affascinante derby contro Madison Keys. Con l'Italia spazzata via dal tabellone (speriamo di raccogliere soddisfazioni dai maschietti...), il clou di giornata è arrivato dall'eterna Venus Williams: battendo un'avversaria ostica (e 15 anni più giovane) come Elise Mertens, si è garantita la possibilità di giocare per la 31esima volta contro l'amata sorella Serena.

È stata una battaglia eccezionale, durata oltre tre ore, chiusa col punteggio di 7-5 3-6 7-6. E allora si alimentano suggestioni inattese: bisogna andare fino agli anni 90 per trovare il loro ultimo scontro diretto al Foro Italico, risalente al 1998.

Ventuno anni dopo, si troveranno ancora una volta. Ed è impressionante che accada al secondo turno. Venus ha voluto questa vittoria a tutti i costi: avanti 5-1 nel terzo, si è vista annullare sei matchpoint sul 5-2 da una grintosa Mertens (uno con un folle rovescio colpito da sopra la testa).

In totale, la belga ha cancellato otto palle match, salvo poi capitolare al tie-break. Come detto, sarà il 31esimo scontro diretto tra le sorellone: il bilancio dice 18-12 per Serena, ma curiosamente non si trovano sulla terra dal 2002, quando Serena si impose nella finale del Roland Garros. Hanno 75 anni in due, quasi 76, ma sono ancora qui. Che leggende.