Wta Madrid: Simona Halep sfida la Bertens per il titolo e il n.1 WTA


by   |  LETTURE 5427
Wta Madrid: Simona Halep sfida la Bertens per il titolo e il n.1 WTA

“Non credo di aver mai battuto Belinda sul cemento, ma sulla terra può essere un'altra storia”. Dopo il bel successo su Ashleigh Barty, Simona Halep aveva presentato così la partita contro la Bencic.

In effetti, la svizzera ha qualche arma per disinnescare il tennis della rumena, a partire da un bel talento e un tennis disegnato col goniometro. La Bencic ha le stimmate della grande giocatrice, ma un paio di fattori ne limitano la crescita: gli infortuni e la costante presenza del padre, in assenza di un coach davvero esperto.

Avesse fatto scelte diverse, probabilmente avrebbe vinto di più. La semifinale al Mutua Madrid Open rimane comunque un buon risultato, così come la qualità espressa nel secondo set contro la rumena, in un match comunque perso 6-2 6-7 6-0.

Non c'è niente di male: la Halep, semplicemente, è la miglior giocatrice del mondo sulla terra battuta. E tiene al torneo di Madrid quasi come se fosse uno Slam. Il direttore del torneo è il suo connazionale Ion Tiriac, e da quelle parti bazzica anche Ilie Nastase.

Ha vinto nel 2016 e nel 2017, con premiazioni gestite dai suoi idoli d'infanzia, manco si fosse a Bucarest. Nel primo set è stata perfetta, mostrando una qualità quasi scomparsa nel tennis femminile: una mobilità impressionante, perfetta per la terra battuta: 2-0, 2-2 e poi facile 6-2.

Si pensava che la prima semifinale potesse volare via agevolmente, ma non aveva fatto i conti con la classe della Bencic. La svizzera è una delle giocatrici più “geometriche” del tour, con un tennis davvero bello da vedere.

Sotto 3-1 nel secondo, la Halep ha fatto il possibile per “ammazzare” il match, ma la Bencic era davvero “on fire”. Conteneva la rimonta della rumena e poi giocava un tie-break magistrale, in cui iscriveva nel registro i punti più belli della partita.

Ma chi conosce il tennis sapeva che l'effetto non sarebbe durato a lungo. La Halep ha messo il match su un piano ancora più fisico, intascando i primi tre game del terzo. Doveva tribolare, ma era l'unico sentiero possibile per vincere la partita.

Punto dopo punto, la Bencic si spegneva e lasciava strada alla numero 2 del mondo. Simona volava rapidamente sul 3-0, togliendosi la preoccupazione maggiore: l'incertezza per il risultato. La Bencic si era giocata ogni cartuccia e non riusciva nemmeno a evitare il “cappotto”: finiva in poco meno di due ore per la Halep, per la gioia di Virginia Ruzici nel suo angolo.

Il tris madrileno sembra tutt'altro che improbabile, e soprattutto le consentirebbe di tornare al numero 1 WTA, mettendo fine al regno di Naomi Osaka. In un contesto equilibrato come il tennis femminile, la Halep sarebbe comunque una buona leader, se non altro per la costanza e la qualità dei suoi risultati, praticamente su ogni superficie.

Per concretizzare il sogno, nella sessione serale di sabato, dovrà superare Kiki Bertens. L'olandese si conferma una grande terraiola, forse una delle migliori specialiste, battendo Sloane Stephens col punteggio di 6-2 7-5.

Mettendo insieme la pesantezza dei colpi e una condizione atletica quasi sorprendente, la Bertens è piombata in finale senza perdere un set. Quello contro l'americana è un successo di valore, contro la finalista in carica del Roland Garros.

Una finalista che per poco non faceva lo sgambetto alla Halep nella finale parigina dello scorso anno. Dopo un primo set impeccabile, la Bertens ha lottato con i suoi demoni nel secondo, trovandosi in svantaggio di un break e cancellando tre setpoint consecutivi sul 5-4.

Una volta scampato il pericolo, ha ripreso a macinare il suo tennis e ha evitato le forche caudine del tie-break. In caso di vittoria, salirebbe al numero 4 WTA: risultato francamente impensabile fino a qualche tempo fa.