Wta Indian Wells: Belinda Bencic non si ferma più. “Mai stata meglio”


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Wta Indian Wells: Belinda Bencic non si ferma più. “Mai stata meglio”

Il talento non le manca, e nemmeno la personalità. Ogni tanto Belinda Bencic si fa prendere dalla pigrizia, con l'ovvio effetto collaterale di qualche infortunio. Ma oggi è più forte che mai, come se volesse fare un regalo alla connazionale Martina Hingis, che pochi giorni fa ha messo al mondo la piccola Lia.

Al termine di uno splendido match, Belinda ha centrato la semifinale a Indian Wells battendo Karolina Pliskova col punteggio di 6-3 4-6 6-3. È la dodicesima vittoria consecutiva: se va avanti così, il ritorno tra le top-10 è scontato.

“Sto attraversando un momento di grande fiducia – ha detto la n.23 WTA – cerco di fare un passo alla volta, ne manca ancora qualcuno, ma non voglio mettermi troppa pressione”. È forse questa la chiave della nuova Bencic, spesso travolta dalle aspettative, almeno sin da quando una troupe della TV svizzera andò a trovarla quando era una bambina di 11 anni.

Messi in archivio gli infortuni, qualche settimana fa ha vinto a Dubai battendo quattro top-10. Ma non si ferma più: dopo aver superato Naomi Osaka, ha vinto un match molto complicato contro la sua amica Pliskova. “Meno penso in campo, meglio è – filosofeggia la Bencic – quando sei in fiducia, puoi fidarti del tuo istinto e pensare ancora meno.

In questo momento sto assecondando le mie sensazioni e non ho intenzione di cambiare”. Era il primo scontro diretto, ma le due si sono spesso allenate insieme. La Bencic ha letto con efficacia il servizio della Pliskova e gliel'ha strappato due volte in un fantastico primo set, condito da 14 vincenti e appena 6 errori gratuiti.

Ma la ceca non si è arresa, portandosi 4-0 nel secondo set. Ha avuto bisogno di tutto il margine perché la Bencic l'aveva quasi riacchiappata, procurandosi una palla break per il 5-5. Nel momento del bisogno si è affidata al suo servizio-bomba e ha chiuso alla quinta opportunità.

“Ma non mi sentivo fisicamente al top, inoltre il vento non mi ha aiutato – ha confessato la ceca – per questo il servizio non andava, i colpi non funzionavano. Almeno ho combattuto e l'ho portata al terzo.

Per il resto, non sono andata neanche vicina al mio miglior tennis”. Il match è entrato in bagarre nel terzo set, con la Pliskova brava a tenere un quarto game durato un quarto d'ora, con quattro palle break annullate e ben otto parità.

Troppa fatica, mentre la Bencic volava nei suoi turni di servizio. Lo strappo decisivo arrivava all'ottavo game. “Credo di essere migliorata molto sulla parte atletica – ha detto la Bencic – adesso mi muovo molto, molto meglio.

Non mi sento mai stanca, o comunque mai più stanca della mia avversaria. Ritengo che sia il miglioramento più importante, perché contro le più forti bisogna essere incredibilmente in forma. E non può succedere solo una volta, ma per tante settimane”.

Lo stato di grazia è iniziato in Fed Cup, con le vittorie contro Errani e Giorgi, e sembra non volersi fermare. Di certo, si sta facendo un bel regalo per il 22esimo compleanno, celebrato domenica scorsa. Per completare l'opera, tuttavia, dovrà superare un ostacolo durissimo: Angelique Kerber.

Nel match pomeridiano, la tedesca ha bloccato le aspirazioni di Venus Williams. Il pubblico sognava di assistere a una favola, al successo della figliol prodiga che è tornata a giocare a Indian Wells dopo quindici anni, seguendo le orme della sorella.

Ma i quasi 39 anni si fanno sentire, specie se l'avversaria mette in scena una versione di sé simile a un muro di gomma. I successi della Kerber si fondano su una straordinaria fase difensiva, ed è andata così anche stavolta.

Con lo scorrere del match, gli attacchi di Venus sono stati via via meno precisi e ficcanti, dando spazio ai passanti e alla continuità di “Angie”. L'americana ha avuto la chance nel primo set, quando si era portata sul 4-2, ma l'immediato controbreak (a zero!) le ha fatto capire che la Kerber non scherzava.

Tra mille patemi, Venus si è assicurata il tie-break ma lo ha perso piuttosto nettamente (7-3). A quel punto, la salita si faceva ripida. Troppo ripida. Doveva boccheggiare nei turni di servizio, lasciando spazio al fiato (e alla Kerber) in quelli di risposta.

Si salvava nel quarto game (con tre palle break annullate) e le provava tutte nel sesto, durato ben sedici punti. Ma quando la Kerber firmava il 4-2, l'epilogo era ormai scontato. Kerber-Bencic sarà una bella semifinale, settimo scontro diretto di una rivalità che le vede 3-3, anche se due scontri diretti sono arrivati nel contesto giocoso della Hopman Cup.

Curiosamente, la Bencic ha vinto i primi tre, mentre la più anziana ha rimontato tra il 2018 e il 2019.