WTA SYDNEY - Kerber completa una settimana da sogno


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WTA SYDNEY - Kerber completa una settimana da sogno

Angelique Kerber non si ferma più. Dopo 27 tornei dall'ultimo successo, allo Us Open 2016, alla prima finale da Monterrey 2017, la tedesca centra l'undicesimo titolo in carriera. Ashleigh Barty, condizionata dal vento e dalle prime mancine al corpo, cede 6-4 6-4.

Kerber, battuta in finale nel 2014, diventa la prima tedesca nell'albo d'oro del torneo. Ancora senza sconfitte in singolare quest'anno, Kerber completa un percorso che l'ha vista salvare due match point contro Safarova, numero 31 del mondo, e piegare poi Venus Williams, Cibulkova nei quarti e chiudere con un successo la sua quarta finale in terra d'Australia.

E' la terza vittoria questa settimana contro un'avversaria compresa fra le prime 31, già più di quante ne avesse firmate in tutto il 2017. "E' davvero importante vedere che il mio spirito in campo c'è ancora" confessa durante la cerimonia di premiazione dopo la nona vittoria di fila di questo inizio stagione.

Le bastano 10 vincenti per completare il trionfo. Un numero che non stupisce, fa valere la continuità e la solidità, che si traduce nei soli 13 errori in un match in controllo, in cui ha saputo assorbire le accelerazioni di Barty.

L'australiana, che ha chiuso con 5 ace e un doppio fallo, ha rischiato di più con la prima (solo il 60% in campo nel match), ha piazzato 24 vincenti, che valgono praticamente la metà del totale dei punti conquistati nel match (51).

Barty, dunque, non incide abbastanza nello scambio da indurre all'errore Kerber, anche e soprattutto all'errore forzato, che rappresenta l'esito più frequente di uno scambio nel tennis moderno. Non mette l'avversaria in condizione di inseguire, di giocare in affanno, ne esalta al contrario l'essenza di contrattaccante asfissiante.

I suoi 38 gratuiti, poi, fanno il resto. Barty soffre le prime mancine al corpo della tedesca, e il vento complica i tentativi dell'australiana di variare con i tagli in slice, di rallentare il ritmo. Deve prendere qualche rischio in più Barty, prima australiana in finale nel torneo dal trionfo di Molik su Stosur nel 2005, ma la seconda finale tutta "unseeded", fra due non teste di serie, si mette in salita sul doppio fallo che porta al primo break per la tedesca sul 3-2.

Barty, che salirà al numero 17 del mondo la prossima settimana, stampa un ace di seconda per completare il nono game e confermare l'effimero primato di giocatrice con più ace all'attivo questa settimana.

Ma la tedesca spinge col servizio al corpo, e mette subito Barty in posizioni difensive nello scambio. Chiaro il piano della tedesca, che si apre il campo sulla diagonale sinistra, attacca il rovescio di Barty per comandare lo scambio e chiudere poi di dritto, in lungolinea o dal centro, nell'angolo scoperto.

Il punto che le consegna il primo break del secondo set si trasforma nel manifesto di una strategia consapevole, di una rinnovata chiarezza di vedute, intelligenza tattica e un tennis che tanto ricorda la miglior versione di Angelique, quel suo 2016 da record.

Kerber non ha mai perso un secondo set in tutto il torneo. Time is running out per Barty che lavora di più i colpi, alza il topspin contro il rovescio dell'avversaria per tentare di togliere ritmo, di uscire dal martellamento costante che la tedesca imprime da fondo.

L'australiana gioca profondo, ma non riesce a spostare Kerber abbastanza, cerca di venire avanti, di colpire con più anticipo possibile, di girare intorno al rovescio per caricare di più con lo sventaglio di dritto da sinistra.

Tutte soluzioni che le consentono di piazzare il controbreak e togliere per la prima volta il servizio alla tedesca. Ma non basta per diventare la più giovane vincitrice nella storia del torneo dal 2004, dal successo di Justine Henin.

Il colpo migliore, il dritto, la tradisce nel settimo game che anticipa la fine del match. Perde il break a zero, con un errore in altezza che nasce da una ricerca della palla a metà fra il timore di sbagliare e il desiderio di accorciare i tempi, un colpo a mezza rete, dal centro, con la palla bassa e il corpo troppo alto perché un dritto poco arrotato possa costituire un'efficace soluzione.

Accorcia sì i tempi Barty, con quell'errore. Accorcia il suo tempo di permanenza in campo, avvicina Kerber al titolo. La tedesca continua a fare quel che le riesce meglio, col dritto dal centro controlla il gioco, sfrutta tutta l'ampiezza del campo e la spinge all'ultimo errore forzato.

"Sono felice di questa mia prima vittoria qui" dirà Kerber nella cerimonia di premiazione, "è bellissimo giocare in uno stadio sempre pieno". Uno stadio che avrebbe sperato in un esito diverso, ma ha assistito al ritorno di una campionessa.

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