Wimbledon - Djokovic ritorna re: battuto Kyrgios in finale, 7° sigillo e 21° Slam

Il campionissimo serbo supera in finale un 'brutto' Kyrgios e trionfa ai Championships per la settima volta in carriera. Superato Federer nella classifica all time Slam, Nadal dista adesso una sola vittoria

by Perri Giorgio
SHARE
Wimbledon - Djokovic ritorna re: battuto Kyrgios in finale, 7° sigillo e 21° Slam

C'è un motivo se qualcuno appartiene alla classe dei campionissimi e qualcuno a quella dei fenomeni. Da una parte Novak Djokovic, da quella opposta Nick Kyrgios. Due modi di concepire il tennis completamente differenti, due modi approcciare la lotta agli antipodi.

Differenti, evidentemente, anche i modi di vincere. Il serbo aggiunge la settima perla alla collana dei successi ai Championships grazie a un 4-6 6-3 6-3 7-6(3) che confeziona in poco meno di tre ore di gioco. In una finale decisamente più piatta di quanto ci si aspettasse (dal punto di vista nervoso e soprattutto da quello di vista tecnico) impiega sostanzialmente un set per prendere le misure al cavallo-pazzo che presenzia dal lato opposto della rete e per prendere il controllo della faccenda.

Kyrgios, che riscopre il lato peggiore della follia dopo un primo set assolutamente impeccabile, butta sostanzialmente il terzo set e anche se rimane appiccicato al punteggio nel quarto non trova mai contromisure valide per rendersi pericoloso in risposta.

Con il successo a Wimbledon, Djokovic scavalca Roger Federer nella classifica all time degli Slam (21) e si mette ovviamente a una sola lunghezza da Rafa Nadal, costretto a lasciare i prati di Church Road prima della semifinale a causa di un problema agli addominali.

Djokovic diventa peraltro anche il più vincente Over 30 nella storia degli Slam con 9 titoli, proprio un passo davanti al campionissimo spagnolo e allunga a 28 la striscia di successi consecutivi nel Tempio inglese.

I colleghi americani lo chiamano body language. Quello di Kyrgios sulla passerella del Centre Court nella finale di Wimbledon pare quello giusto. Il talento australiano, che ovviamente carica immediatamente il pallottoliere dei servizi vincenti e degli ace, dopo una brevissima fase di studio condensa la stragrande maggioranza delle attenzioni nel quinto gioco.

Kyrgios, che risponde tanto e risponde bene ai tentativi di Djokovic, riesce a tenere la partita nella sua personalissima comfort zone. Quindi a ridurre immediatamente il numero degli scambi prolungati e a giocare una partita veloce.

Il campionissimo serbo ne risente, lascia per strada il servizio e anche se rimane praticamente immacolato nei successivi turni di battuta, non trova armi sufficientemente valide per rientrare in carreggiata. Nella stesura del monologo interiore tra me e me stesso Kyrgios inizia a evidenziare le crepe.

A ridurre drasticamente il numero di punti facili e a rimanere ingabbiato con più costanza nella rete di scambi prolungati che Djokovic riesce a tessere definitivamente quando il tabellone luminoso sul 30-30 nel terzo game, sostanzialmete nel primo 'vero' momento di difficoltà.

Djokovic, che approfitta poi del totale black out del tennista australiano, schizza sul 5-3 senza particolari difficoltà e cancella complessivamente tre palle break, tre consecutive. Kyrgios, che ha colpe significative sulla seconda possibilità, si allontana passo dopo passo - soprattutto nervosamente - dalle dinamiche della finale.

Djokovic, sempre più compatto in risposta e sempre più preciso con la battuta a disposizione, con tutta la consapevolezza del mondo attende semplicemente il momento giusto per spezzare gli equilibri. Kyrgios, che tra un urlaccio ai box e una lite con il giudice di sedia trova anche la forza per conservare qualche turno di battuta, sul 4-4 dilapida completamente una situazione di 40-0 e consegna di fatto il set al già sei volte campione del torneo, praticamente a un solo ostacolo dalla settima corona.

Nella parallela battaglia contro se stesso e robottino serbo, che sente la pressione, Kyrgios si aggrappa quasi esclusivamente alla resa della prima palla. Da fondocampo la forbice tra i due si allarga considerevolmente, con il talento australiano che con qualche guizzo qua e là riesce a insinuare qualche dubbio nella testa di Djokovic, che sopravvive comunque a una situazione di 30-30 - l'unica di pericolo con la battuta a disposizione - ai piedi del tie break.

Kyrgios si presenta con un sanguinosissimo doppio fallo e sostanzialmente si offre a Djokovic, che perde il mini-break di vantaggio in avvio ma che si limita semplicisticamente a tenere la palla in campo e a non sbagliare.

Al resto ci pensa sempre Kyrgios: dopo tre ore e un minuto, Djokovic diventa 're' ai Championships per la settima volta e vince il 21° Slam in carriera.

Wimbledon
SHARE