Wimbledon - Djokovic, ottava finale e record. Battuto Norrie, manca solo Kyrgios

Il campionissimo serbo raggiunge l'ottava finale e l'ottantacinquesima vittoria ai Championships nonostante un set e mezzo da 4 in pagella. Adesso la finalissima con Kyrgios

by Perri Giorgio
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Wimbledon - Djokovic, ottava finale e record. Battuto Norrie, manca solo Kyrgios


Iniziamo dai numeri: con il successo ai danni di Cameron Norrie, Novak Djokovic raggiunge la finale numero otto ai Championships e si mette alle spalle del solo Roger Federer, capace di raggiungerne dodici. Scavalcato il trio composto da Arthur Gore, Pete Sampras e Boris Becker.

Il campionissimo serbo raggiunge anche quota ottantacinque vittorie nel torneo e si piazza ovviamente nella classifica all time delle alle spalle dello svizzero, fermo da un po' di tempo a quota centocinque. Djokovic supera anche il duo Federer-Nadal nella classifica delle presenze all-time nelle finali Slam: trentadue lui, trentuno gli altri due.

Quella contro il quarto britannico della storia a raggiungere le semifinali sui prati di Church Road si rivela un buonissimo allenamento agonistico, condito da un passaggio a vuoto lungo un set e mezzo. Il sei volte campione del torneo ripristina comunque le gerarchia nel momento del bisogno e dopo poco più di due ore e venti di gioco, senza ricorrere agli effetti speciali, sigilla il successo sul 2-6 6-3 6-2 6-4.

Ad attenderlo adesso Nick Kyrgios - che ha vinto i due precedenti senza perdere set - che ha approfittato del forfait di Nadal per conquistare la prima finale Slam in carriera. Quella che sembra una semplicissima falsa-partenza si rivela una rottura prolungata.

Per un set e mezzo, Djokovic è assolutamente succube di se stesso e di Norrie, che ha ovviamente il mismatch sulla diagonale destra, capace di comandare da fondocampo e soprattutto di approfittare nella migliore delle maniere di tutte le disattenzioni del sei volte campione del torneo.
Il britannico, che non sfrutta immediatamente il break a disposizione, schizza sul 4-2 e assesta addirittura un secondo colpo in risposta.

Il 6-2 è praticamente una conseguenza logica. Djokovic, falloso e disordinato, nel corso del secondo set limita il numero degli errori non forzati da fondocampo e gioca una partita perfettamente normale, condita ovviamente da un'altissima percentuale di punti con la prima palla.

Norrie, che ovviamente inizia a mostrare le prime crepe, lascia il servizio per strada sul 3-4 e nonostante uno 0-30 a disposizione nel game immediatamente successivo non trova armi sufficientemente valide per rientrare in carreggiata.

Djokovic, dopo due set piuttosto negativi, passa alla modalità 'normale' e ovviamente scava un solco insormontabile tra sé e il tennista britannico, ovviamente a corto di soluzioni con la battuta a disposizione e soprattutto da fondocampo.

Un contorno tutto quello che succede nei novanta minuti successivi, con Djokovic che prende il totale controllo della faccenda - sin da subito - e vince i due successivi set senza particolari difficoltà.

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