Wimbledon - Sinner sfiora l'impresa: Djokovic in semi grazie a una super rimonta

Sinner gioca una partita straordinaria per due set, Djokovic esce alla distanza. Settima vittoria da 0-2 per il serbo, che raggiunge quota 84 vittorie e 11 semifinali a Wimbledon

by Perri Giorgio
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Wimbledon - Sinner sfiora l'impresa: Djokovic in semi grazie a una super rimonta

Più di una splendida illusione o di una mezza-occasione mancata. Alcune sconfitte delle volte sono semplicemente necessarie, fanno parte del processo. Vale invece la pena soffermarsi sui progressi di un giocatore già straordinario, capace di raggiungere i quarti sui prati dei Championships a a 20 anni e di brutalizzare Novak Djokovic per due set.

Gli elementi che consentono al campionissimo serbo di riprendere la partita sono i soliti. Alla distanza, si dimostra più fresco mentalmente e soprattutto fisicamente. Sinner, che non riesce a contenere la brutale reazione del mostro che presenzia dal lato opposto della rete in avvio di quarto set, fa quello che può nel finale.

E nonostante le circostanze rimane appiccicato a ogni singolo quindici. Djokovic, che nel momento di massima difficoltà spalleggia con la perfezione, alla soglia delle tre ore e quaranta di gioco sigilla il successo numero ottantaquattro sui prati di Church Road con un rocciosissimo 5-7 2-6 6-3 6-2 6-2 ed eguaglia anche il record di Jimmy Connors.

Sarà la semifinale numero undici a Wimbledon e la numero 43 in carriera: ad attenderlo uno tra David Goffin e Cameron Norrie.

Sinner straordinario per due set: Djokovic vince alla distanza

Un parziale di 7-0 e una palla per il doppio break sul 4-1.

Sono questi i due episodi che segnano inevitabilmente il primo set e che condizionano in parte anche la partita. Sinner, apparentemente risucchiato dai pensieri in avvio, rimane però appiccicato al punteggio dopo una partenza lenta e approfitta soprattutto delle disattenzioni del serbo sul 4-2.

Djokovic sporca il taccuino con due doppi falli e tenta in due casi, con risultati piuttosto scadenti, di uscire dalla diagonale sinistra con due palle corte. Sinner ricompatta immediatamente il punteggio con un turno di battuta impeccabile e sostanzialmente elimina gli errori dal progetto tattico.

Djokovic si aggrappa in qualche modo al 5-4, ma nel turno di battuta immediatamente successivo ritorna a ricoprire il ruolo della preda. Sinner, che non fatica poi a leggere le traiettorie della prima di servizio del sei volte campione del torneo, si affaccia sullo 0-30 prima e sul 15-40 poi.

Ancora una volta, nel disperato tentativo di non rimanere intrappolato nella rete degli scambi, il serbo apparecchia una semplicissima palla corta sul piatto di Sinner, che con il secondo colpo chiude e che assesta poi la spallata decisiva con uno straordinario allungo di dritto sulla palla break.

Nonostante un errore in uscita dal servizio e una situazione di 15-30, Sinner chiede e ottiene il sostegno della prima palla: il 7-5 diventa allora una conseguenza logica. La sensazione è che Sinner abbia più armi da fondocampo e soprattutto una facilità di esecuzione differente.

Un ossimoro, date le circostanze e la presenza di Djokovic dal lato opposto della rete. Il tennista azzurro, che con il servizio lascia per strada appena cinque punti nel secondo set, domina il confronto negli scambi prolungati e costringe Djokovic a snaturare un gioco apparentemente perfetto e impeccabile.

Costretto a trovare poi delle alternative al martello pneumatico di Sinner, il serbo si affaccia con riluttanza nei pressi della rete e si offre ovviamente a Sinner. Perfetto nel terzo game ad approfittare della situazione, a portarsi sul 15-40 e a entrare poi con la risposta di dritto.

Djokovic nel settimo game si salva grazie al sostegno del nastro sul 30-40, ma non sopravvive alla risposta vincente di Sinner sulla terza chance di doppio break. La tanto agognata reazione per Djokovic coincide con le fasi iniziali del terzo set.

Il campionissimo serbo, assolutamente riluttante alla sconfitta, apporta delle piccole migliorie al piano tattico: quanto meno abbassa la velocità degli scambi da fondo e propone palle un po' più complicate e soprattutto più povere di peso a Sinner.

Il tennista azzurro, che inizia a sbagliare di più e che concede decisamente più opportunità con la battuta a disposizione, si salva nel primo turno di battuta e non nel secondo. Il defending champion, al servizio di esperienza e voglia, riacquista fiducia e soprattutto tranquillità.

Manco a dirlo limita incredibilmente il numero degli errori non forzati in fase di impostazione e riprende il controllo totale della faccenda da fondocampo. Sinner, meno lucido nelle scelte tattiche e meno fresco fisicamente, diventa quasi succube del ritmo di Djokovic e non trova più neanche armi sufficientemente valide per gestire con serenità i turni di battuta.

Con la lancetta della benzina prossima allo zero, Sinner tenta sostanzialmente di limitare i danni nella fondamentale alba del quarto set. Djokovic, un altro giocatore, rientra prepotentemente con un mega-parziale di 4-0 e difende gli ultimi due turni di servizio.

Momento di paura sul 5-2 30-40, con Sinner che nel tentativo di recuperare una volée prende una mezza storta e si accartoccia nei pressi della rete. Per fortuna, nessuna conseguenza. Conscio della montagna da scalare, Sinner dedica un'attenzione quasi maniacale al primo turno di battuta.

Splendida la soluzione di dritto che trova sul 15-0 e chirurgica la prima che piazza sul 40-30. Djokovic, che per ricompattare il punteggio ha decisamente meno problemi, cambia però completamente marcia. Assesta la spallata decisiva sul 2-1 e impreziosisce poi il vantaggio sul 4-2 grazie anche a un surreale passante di rovescio sul 30-30. Chiamato a chiudere, ovviamente non apporta particolari modifiche al copione.

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