Wimbledon, l'assurdo caso Dzalamide: la russa aggira le regole e partecipa



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Wimbledon, l'assurdo caso Dzalamide: la russa aggira le regole e partecipa

Il caso legato al terzo torneo del Grande Slam della stagione 2022 ha fatto discutere e lasciato tutti un po' perplessi sulle varie decisione prese dalle diverse autorità. In quest'annata, fino a questo momento e in attesa degli Us Open, soltanto il Roland Garros si è svolto regolarmente senza incidenti di percorso a qualche giorno/settimana dall'inizio, aspetto accaduto ora a Londra e precedentemente anche agli Australian Open con i tennisti non vaccinati.

Nella fattispecie, a essere stati presi 'di mira' sono stati i giocatori russi e bielorussi, vista la situazione mondiale attuale con la guerra in corso in Ucraina. Questo ha portato gli organizzatori del torneo alla fortissima scelta di escludere gli atleti delle nazioni che hanno provocato il conflitto dalla competizione.

Atp e Wta, che non hanno visto di buon grado la decisione, hanno a sua volta attuato un provvedimento pesante, ufficializzando la non assegnazione dei punti solo per l'edizione 2022 (confermando la perdita dei punti relativa ai risultati del 2021).

Due scelte che alla fine hanno diviso il circuito in due parti, fra quelli avvantaggiati dalla vicenda e quelli penalizzati. Tanta delusione soprattutto per i tennisti russi e bielorussi, che chiuderanno in questa settimana la loro stagione su erba, senza avere l'opportunità di giocare nel prestigioso appuntamento in Inghilterra.

Non tutti però, perché una in particolare è riuscita a trovare il modo per partecipare raggirando un po' le regole.

Il caso

La via secondaria, che permetterà a qualcuno di disputare Wimbledon anche se inizialmente escluso, è proprio quella del doppio passaporto.

La giocatrice Natela Dzalamidze ha avuto i fari puntati nelle scorse ore per aver cambiato nazionalità, da Russia a Georgia, per sfuggire dal divieto imposto e prendere parte allo Slam. A riportare e approfondire la notizia è stato il quotidiano The Times, che ha sottolineato come "la nazionalità degli atleti, definita come la bandiera sotto la quale giocano negli eventi professionistici, è un processo concordato che è regolato dai tour e dall'Itf" è specificato.

Il via libera ha permesso alla numero 44 del ranking Wta di doppio di poter programmare il proprio approdo a Londra. Non sono mancate le polemiche anche in questa circostanza.