Wimbledon, la decisione ufficiale sulla presenza di Novak Djokovic e non vaccinati



by LUCA FERRANTE

Wimbledon, la decisione ufficiale sulla presenza di Novak Djokovic e non vaccinati

No ai tennisti russi e bielorussi, via libera alla partecipazione anche dei giocatori non vaccinati. Questa la decisione ufficiale presa dagli organizzatori di Wimbledon, terzo torneo del Grande Slam. La competizione londinese ha deciso di prendere scelte chiare e con pochi dubbi al riguardo, escludendo gli atleti di due nazioni (che hanno causato l'inizio della guerra con l'Ucraina) e non obbligando la vaccinazione come specificato nelle attuali normative del Paese.

La presa di posizione fa felice l'attuale numero uno al mondo Novak Djokovic, che potrà prendere parte alla manifestazione su erba e provare a difendere il titolo conquistato nell'edizione 2021 in finale contro l'azzurro Matteo Berrettini.

Ormai non ci sono più incertezze per il serbo, che potrà tranquillamente iscriversi all'evento, così come tutti gli altri tennisti che hanno scelto di non sottoporsi alla somministrazione anti-Covid.

Il chiarimento sulla sanzione

Il direttore dell'All England Club Ian Hewitt è intervenuto per spiegare i motivi della sanzione a russi e bielorussi: "Il governo britannico ha stabilito linee guida molto chiare per gli eventi sportivi nel Regno Unito, con l'obiettivo di limitare l'influenza russa.

Abbiamo adottato queste linee guida come torneo di alto profilo e come istituzione leader. Tali non consentono ai giocatori di qualificarsi per Wimbledon basandosi esclusivamente sulla loro classifica. Abbiamo discusso in modo molto approfondito le opzioni disponibili all'interno di questa posizione molto chiara da parte del Governo.

Ci sono due strade: negare l'ingresso ai giocatori o consentire l'ingresso solo se preceduto da una dichiarazione scritta dei giocatori. Abbiamo considerato una miriade di fattori, tra cui la salute dei giocatori e del pubblico, gli sforzi umanitari per aiutare in questo conflitto e le azioni di altri sport per alleviare l'influenza russa.

Siamo giunti a due conclusioni molto chiare che sono lo scheletro della nostra decisione. Innanzitutto, anche se dovessimo accettare giocatori russi e bielorussi con una dichiarazione firmata, rischieremmo che una partecipazione di successo a Wimbledon venisse usata a beneficio della macchina di propaganda del regime russo, cosa che non possiamo accettare.

In secondo luogo, il nostro dovere è garantire che nessuna delle azioni che intraprendiamo possa mettere a rischio la salute dei giocatori o delle loro famiglie" ha precisato.

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