Wimbledon - Djokovic batte Shapovalov e fa trenta: sarà finale con Berrettini



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Wimbledon - Djokovic batte Shapovalov e fa trenta: sarà finale con Berrettini

Sette ai Championships, come Arthur Gore e Pete Sampras. Trenta negli Slam, a una sola lunghezza da Roger Federer. Qualora ce ne fosse bisogno, Novak Djokovic si conferma ancora il migliore tra i migliori. Pur senza brillare, il numero uno del gruppone vince banalmente la stragrande maggioranza dei punti importanti.

Manco a dirlo recupera uno svantaggio di 3-5 nel corso della prima frazione, evita il jeu decisif nel secondo e cancella complessivamente dieci delle undici palle break che mette a disposizione. Il 7-6(3) 7-5 7-5 che matura alla soglia alla soglia delle due ore e trenta di gioco è praticamente una conseguenza logica.

Inutile ricordare che in finale ci sarà Matteo Berrettini, recentemente battuto ai quarti di finale sul tappeto rosso di Bois de Boulogne e reduce dalla vittoria-della-vita ai danni di Hubert Hurkacz.

Sarà Djokovic-Berrettini la finale.

Shapovalov ci prova

Se il tennis fosse una semplicissima questione di talento, Shapovalov sarebbe solito bazzicare tra i primi quattro nei Major con una certa costanza. Purtroppo, o per fortuna, serve altro. Il canadese – che riesce a far funzionare la testa e il braccio contemporaneamente nel corso della frazione inaugurale – non arriva a difendere il break di vantaggio sul 5-4.

E nemmeno a rimanere aggrappato al tie break dopo un iniziale 1-0. Djokovic, che accetta con una certa umiltà le circostanze, sfrutta la prima occasione utile per mettere la testa avanti. Ed evidentemente anche per prendere il controllo della faccenda.

‘Shapo’ gioca tendenzialmente la partita giusta. Serve bene, risponde bene, ma soprattutto non perde centimetri nel corso degli scambi prolungati. Manco a dirlo si affaccio sullo 0-40 nel quarto game e sul 15-40 nel sesto.

Il numero uno del gruppone, nonostante le difficoltà, riesce a cavarsi fuori dai guai e soprattutto ad assestare la spallata decisiva sul 5-5. Complice anche un errore piuttosto banale di Shapovalov sul 30-30 in fase di impostazione e soprattutto un sanguinosissimo doppio fallo.

Djokovic cancella tre palle break in avvio e non ne sfrutta tre nel game immediatamente successivo. Anche se nel set, in realtà, è il campionissimo serbo ad avere la stragrande maggioranza delle chance in risposta.

Shapovalov – fan del doppio fallo sul 30-30 – riesce a salvarsi nella prima occasione sul 5-5. La seconda chance per mettere la testa avanti si rivela sufficiente per Djokovic: il turno di battuta conclusivo si rivela come da logica delle cose una pura formalità. Photo Credit: Getty Images