Wimbledon - Capolavoro Berrettini, si inchina Hurkacz. L'Italia è nella storia



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Wimbledon - Capolavoro Berrettini, si inchina Hurkacz. L'Italia è nella storia

Adriano Panatta al Roland Garros nel 1976, Matteo Berrettini a Wimbledon nel 2021. A distanza di 45 anni ci sarà di nuovo un pezzo di Italia a occupare il tavolo di una finale Slam. Sarà Inghilterra-Italia nella finale di Euro 2020 che lo stesso giorno, a una manciata di chilometri dal Centre Court, si disputerà a Wembley.

Nemmeno il migliore degli sceneggiatori sarebbe riuscito a incastrare così bene gli eventi. Berrettini - nel lotto dei favoritissimi alla vigilia del torneo - con il traguardo in bella vista non si lascia intimidire nemmeno da Hubert Hurkacz, giustiziere di Daniil Medvedev e Roger Federer.

Anzi. Dopo un complicatissimo sesto game (che acciuffa ai vantaggi) il tennista azzurro dilaga completamente con un mega-parziale di 11-0 e tampona in maniera perfetta il tentativo di rimonta dell'avversario. Il 6-3 6-0 6-7(3) 6-4 che matura alla soglia delle tre ore di gioco è praticamente una conseguenza logica.

Dopo Nicola Pietrangeli, il già citato Adriano Panatta, Giorgio de Stefani, Francesca Schiavone, Sara Errani, Flavia Pennetta e Roberta Vinci, Berrettini si unisce al club dei finalisti Slam. Da dire anche che a sui prati di Church Road non c'era mai riuscito nessuno.

A presenziare dal lato opposto ovviamente il vincente della sfida tra Denis Shapovalov e Novak Djokovic, a caccia del sesto sigillo sul londinese e soprattutto della ventesima perla Slam. Sognare arrivati a questo rimane lecito.

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Berrettini flirta con il break nel terzo game e lo aggancia sul 3-3. Anche se nel mezzo ha bisogno degli straordinari per difendere il servizio. Il numero sette del gruppo, che ottiene lo 0-15 con uno splendido passante di dritto in corsa e che si aggrappa sul 15-30 grazie a una rocambolesca, sfrutta un errore piuttosto banale in uscita dal servizio del polacco sul 30-40 e alla prima occasione utile (complice una strenua resistenza sulla diagonale sinistra) mette la testa avanti.

Del tutto circostanziali gli ultimi due turni di battuta. Hurkacz fatica a vincere punti facili con la battuta a disposizione, a trovare gli appoggi negli spostamenti laterali, a rendersi pericoloso in risposta e in generale da fondocampo.

Il mega-parziale di 11-0 firmato Berrettini - che si trasforma in un lapidario 6-3 6-0 1-0 - lascia poco spazio alle interpretazioni. Deresponsabilizzato probabilmente dalla situazione di punteggio, ampiamente compromesssa, il giustiziere di Daniil Medvedev e Roger Federer riesce in qualche modo a rimanere aggrappato al punteggio.

E a raggiungere quanto meno il tie break. Il polacco, che apporta qualche piccola miglioria al piano tattico, si prende il 3-0 (gonfiato dalla presenza del servizio) grazie a una facile conclusione nei pressi della rete e approfitta soprattutto di qualche sbavatura del numero uno azzurro.

Probabilmente poco lucido in una scelta tattica nel quinto punto. Il quarto diventa una conclusione logica. Berrettini non perde mai di vista il target: manco a dirlo ripristina immediatamente il vantaggio (con un break in apertura) e nonostante un pericolosissimo 0-30 sul 3-2 ottiene il sostegno del servizio proprio nel momento di massima difficoltà.

Hurkacz - che ritorna martellare in una situazione di punteggio già ampiamente compromessa - non riesce più a rendersi pericoloso in risposta. Berrettini, un Berrettini da ventuno ace e da quasi l'80% dei punti con la prima palla, rimane glaciale e alla prima occasione utile aggancia il sogno. Il sogno di disuptare la finale ai Championships. Photo Credit: Getty Images