Wimbledon - Ancora ritardi per pioggia: aspettano Sinner e Seppi. In campo Djokovic



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Wimbledon - Ancora ritardi per pioggia: aspettano Sinner e Seppi. In campo Djokovic

Doveva essere il giorno del ritorno di Wimbledon dopo due anni di digiuno e un’edizione ‘soffocata’ dalla pandemia. Lo sarà, ma probabilmente soltanto in parte. La pioggia, infatti, sta ritardando di mezz’ora in mezz’ora l’inizio della prima giornata dei Championships che, teoricamente, doveva prendere il via alle 12 ora italiana.

A colpi di comunicati-lampo, gli organizzatori stanno posticipando le gare e, tra chi aspetta, ci sono anche jannik Sinner e Andreas Seppi: entrambi gli azzurri avrebbero dovuto aprire il programma giornaliero, il primo contro Fucsovics, l’altro contro Sousa.

Nel frattempo il gioco sarà garantito soltanto sul campo centrale e sul campo 1, gli unici impianti muniti di tetto retrattile. Ciò che preoccupa, tuttavia, è il resto della settimana e, quindi, il regolare svolgimento del torneo.

In una città già piuttosto incline alla pioggia, le previsioni di questa settimana sulla città di Londra sono pessime: al momento sembrerebbe piovere tutti i giorni fino a domenica, eccezion fatta per la giornata di venerdì.

La storia del torneo Era il 1874 quando il gallese Walter Wingfield Clopton pubblico' un brevetto fondamentale per la nascita del tennis, hanno stabilito le regole di questo magnifico sport, che, nel corso di oltre un secolo, sono cambiate solo con qualche modifica tecnologica, lasciando però inalterate le regole principali.

L'All England Club si interessò al tennis pochi anni dopo la sua nascita e cambiò il suo nome in All England Lawn Tennis and Croquet Club, il primo torneo si disputò nel 1877. Uno dei primi vincitori sui prati inglesi fu Spencer Gore, tra gli inventori della volée, nel 1884 nacque anche il torneo femminile che vide vincere per la prima volta Maud Watson.

Dopo la prima guerra mondiale la storia del tennis conobbe un periodo d'oro, in campo dominavano i quattro moschettieri francesi, ovvero René Lacoste, Henri Cochet, Jacques Brugnon e Jean Borra, poi fu il turno di Suzanne Lenglen e del noto britannico Fred Perry.

Con l'inizio dell'era Open Wimbledon divenne il centro del tennis mondiale e man mano ha avuto una crescita globale con l'ampliamento di campi e strutture, rendendo il torneo sempre più avanzato. Il museo di Wimbledon è un esempio di questa crescita e vede protagonisti nella storia recente Steffi Graf, Roger Federer, Serena e Venus Williams, poi Rafael Nadal, Andy Murray e Novak Djokovic, ultimo vincitore in un incredibile finale nel 2019 contro Roger Federer