Wimbledon - È ancora il giardino di Federer! Nadal k.o.


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Wimbledon - È ancora il giardino di Federer! Nadal k.o.

Riescono ancora a sorprendersi. E a sorprenderci. A undici anni dalla Partita che più di tutte ha segnato la storia del Gioco ed evidentemente anche la rivalità sportiva più affascinante di sempre. La miglior versione Roger Federer nel 2019 ristabilisce le gerarchie sui prati dei Championships. In una lotta selvaggia, che è parallelamente anche una dolcissima danza, in cui si concede solo un set di riposo contro Rafa Nadal. Che aveva peraltro un bilancio di 4-1 nelle semfinali Slam Il campionissimo svizzero ribalta il mondo, stravince il confronto da fondocampo e acciuffa la dodicesima finale ai Championships, la trentunesima a livello Slam, sigillando il successo sul 7-6(3) 1-6 6-3 6-4.Troverà ancora una volta Djokovic. Entrambi, nello stesso torneo, li ha battuti solo alle Finals nel 2010. 

Due ace e due prime vincenti. Federer sul si presenta Centre Court per l'atto numero quaranta della sfida infinita con Nadal con un biglietto da visita decisamente ricco. Nadal, che parallelamente vince gli unici due scambi da fondocampo, si mette in scia, si assesta sugli stessi binari e sostanzialmente con le stesse percentuali di punti con la prima palla. Anche se - verrebbe da dire ovviamente - perde la gara degli ace e in atipico ottavo gioco concede il fianco e una palla break. In uscita dal servizio, però, giganteggia con il dritto e blocca l'avversario nella diagonale sinistra. Federer si libera poi delle uniche vere difficoltà in battuta nel game immediatamente successivo con due ace sul 30-30 e nonostante qualche iniziale problematica nel tie break, trova le armi per spezzare gli equilibri. Nadal non sfrutta un minibreak in avvio (che aggancia con uno splendido recupero di rovescio in corsa) e nemmeno sul 3-2. Così Federer chiede e ottiene dalla risposta il massimo e con un mega-parziale di 5-0 mette la testa avanti e porta sul 6-1 il saldo nei tie break ai Championships contro il maiorchino

Federer porta la percentuale di prime palle in campo dal 75 al 59, aggiunge al registro 12 errori non forzati e muove il punteggio solo in avvio. Nadal apporta comunque delle decise migliorie al piano tattico e mantiene la stessa intensità. Da fondocampo e con la battuta a disposizione. Il campionissimo spagnolo accarezza il break in avvio e lo acciuffa con estrema facilità nel quarto game. Nel mezzo recupera da una situazione di 15-40 con una soluzione in contropiede e una prima vincente e fissa il punteggio sul 6-1 lasciando per strada praticamente le briciole.

Federer riorganizza le idee e riprende fiato. Attacca meravigliosamente la diagonale destra e difende con estrema eleganza quella sinistra. L'otto volte campione del torneo, paradossalmente con più armi a disposizione negli scambi prolungati, nonostante qualche difficoltà negli spostamenti laterali acciuffa il break nel terzo gioco, recuperando un quindici di svantaggio, e accumula la stragrande maggioranza delle energie in quello immediatamente successivo. Di fatto si proietta sul 4-1 annullando tre palle break (di cui due consecutive) vincendo tutti i clutch-points. Sul traguardo ci arriva poi con un mostruoso 86% di punti con la seconda palla. 

In una sorta di Upside Down, in cui Nadal vince praticamente solo gli uno-due e viene completamente risucchdalla tensione, la forbice si allarga anche in avvio di quarto set. Uno sprint è sufficiente per il 5-3. Nadal, evidentemente allergico alla sconfitta, annulla due match point e si affaccia fino alla palla break nel game immediatamente successivo. Negli ultimi punti c'è tutta l'intensità, la bellezza e la longevità di quella che è tutt'ora la rivalità che ha segnato inequivocabilmente la storia del tennis.