Wimbledon - Nadal liquida Querrey, semifinale da sogno con Federer


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Wimbledon - Nadal liquida Querrey, semifinale da sogno con Federer

Sarà la semifinale che tutti sognavano, vale a dire il 40mo capitolo della saga Fedal (undici anni dopo l’ultima volta qui all’All England Club), a decidere il nome del finalista della parte bassa di Wimbledon.

Dopo Novak Djokovic, impostosi comodamente in tre set su Goffin, e Roger Federer, a cui ne è servito uno in più per superare Nishikori, Rafael Nadal non si fa trovare impreparato e liquida per 7-5 6-2 6-2 quel Sam Querrey che qui ai Championships aveva sconfitto Djokovic nel 2016 e Murray nel 2017, anno nel quale l’americano si sarebbe spinto fino alla semifinale.

Per Rafa si tratta della settima semifinale in carriera a Wimbledon, la 32ma a livello Slam (più di lui, tanto per cambiare, solo Djokovic e Federer); ma si tratta soprattutto di una nuova pagina della rivalità più epica della storia del tennis.

Nadal conduce 24-15, e poche settimane fa ha interrotto al Roland Garros un parziale di cinque vittorie di fila dello svizzero, che a Wimbledon è avanti 2-1: qui a Londra i due si sono sfidati in finale per tre anni di fila, dal 2006 al 2008, e poi mai più nei dieci anni successivi.

Il terzetto dei mostri sacri in semifinale a Wimbledon non lo si vedeva addirittura dal 2007, anno in cui Nadal sconfisse Djokovic in semifinale, prima di perdere con Federer in finale. È il 13mo Major, nonchè il secondo consecutivo, che vede i Big Three tra gli ultimi quattro: a sottolineare una tirannia che continua, imperterrita, più forte anche del tempo che passa.

La prestazione odierna di Nadal, che gli ha regalato la 265ma vittoria Slam e la 37ma in stagione (come lui solo Federer), rappresenta un’altra strepitosa prova di forza, che lo rende peraltro il primo giocatore sicuro di un posto alle ATP Finals di Londra.

A differenza di quanto accaduto in diverse edizioni degli ultimi anni, questo Rafa non sembra temere gli specialisti dell’erba: come già contro Kyrgios e Tsonga, infatti, il maiorchino ha dimostrato anche oggi di avere tutte le carte in regola per vincere anche sulla superficie che gli è meno congeniale, ma che forse mai come quest’anno è stata vicina alla sua amata terra.

Non è un caso che, per la prima volta nella storia dei Championships, questa edizione vedrà due tennisti spagnoli in semifinale: oltre a Rafa, ci sarà infatti Roberto Bautista Agut, che ha superato in quattro set Guido Pella e ha così raggiunto al penultimo atto il numero 1 del mondo e campione in carica Djokovic, per quella che rappresenta la sua prima semifinale in carriera in un Major.

Ma la presunta “lentezza” dell’erba dell’All England Club non adombra minimamente i grandi meriti del “nuovo” Nadal: con un servizio sempre più erbivoro e una spaventosa aggressività, che Rafa ha sfoderato con maestria anche nei momenti di maggiore pressione, lo spagnolo non partirà sfavorito nella supersfida con Roger.

Il primo set sembra una passeggiata per Rafa, che graffia il break in apertura e lo difende senza problemi fino all’ottavo game. Qui il rendimento in risposta dell’americano si alza esponenzialmente, e con tre punti da fenomeno Querrey si issa fino alla clamorosa palla del contro-break, annullata da una solida prima esterna dello spagnolo.

Nel game successivo, quando serve per allungare il set, è lo statunitense a fronteggiare palle break, addirittura tre, ma le salva aggrappandosi al servizio, al dritto e a un’ottima sensibilità nei pressi della rete.

Al servizio per chiudere il parziale, Rafa va sotto 0-30 ma poi infila tre punti consecutivi e si procura il quarto set point, il primo con la battuta a disposizione: una grande risposta di rovescio di Querrey, seguita da dritto inside-in e chiusura in smash, regala il 40-40 all’americano, che poi trova altre due grandi risposte e realizza al fotofinish il meritato contro-break.

Rafa non ci sta, colleziona un fiume di palle break nel gioco successivo e alla quarta opportunità riesce a riprendersi il maltolto, risalendo 6-5 e servizio. Il match adesso è spettacolare, con continui vincenti da una parte e dell’altra: di nuovo con le spalle al muro, Querrey non si dà per vinto e sale per tre volte a palla break.

In tutte e tre le circostanze, Nadal si salva da campione, grazie a due ace e a un dritto incrociato dopo un’ottima prima. Il quinto set point è quello buono per il numero 2 del mondo, che incassa il sofferto 7-5 dopo un’ora di battaglia.

Due splendidi passanti di rovescio, un fulmineo dritto a sventaglio e una sontuosa palla corta di dritto consegnano al maiorchino il break anche in apertura di secondo set; set che stavolta scivola via molto più rapidamente per lo spagnolo, che rischia qualcosa soltanto nel sesto game (nel quale annulla con coraggio e aggressività due palle break) ma che non ha problemi poi a chiudere con un comodo 6-2.

Come Goffin con Djokovic, anche Querrey alza bandiera bianca negli ultimi due set. L’ultimo parziale è quindi un monologo di Rafa, che archivia la pratica con un nuovo 6-2 dopo due ore e un quarto di partita. Sono le 7 del pomeriggio a Londra, e il sole, che in queste due settimane non ha mai ceduto il passo alla pioggia, splende ancora: il che non ha, per Nadal, soltanto una valenza metaforica.

L’ultima edizione in cui a Wimbledon non si registrò pioggia, infatti, fu quella del 2010: provate a indovinare chi vinse. Clicca qui per tutti i risultati di giornata