Djokovic "Ho giocato bene, ma poteva andare diversamente"


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Djokovic "Ho giocato bene, ma poteva andare diversamente"

Il primo a mettere il piede nelle semifinali di Wimbledon è Novak Djokovic, campione in carica. Grazie ad un'ottima partita contro David Goffin, partita durata nemmeno un set. Nole, nonostante il risultato schiacciante, in conferenza stampa prova a ridimensionare la portata di un match sin troppo facile: “ho giocato il mio miglior tennis in questi ultimi due turni, soprattutto oggi, nel secondo e nel terzo set contro Goffin.

Sapevo che era molto in forma e ho saputo arginare il suo gioco e trovare sempre i colpi giusti. Sono contento della mia prestazione, ma la partita poteva andare molto diversamente. All’inizio del match ero nervoso, lui stava giocando meglio di me, ma sono riuscito a cambiare le cose.

Ho trovato la confidenza nei mie colpi, ho cercato la rete,ho cominciato ad essere più aggressivo, usare le palle corte”. Djokovic parla poi della svolta del match: “il gioco sul 4 a 3è stato il momento decisivo per vincere il primo set.

Ho giocato un paio di buoni punti e sono riuscito a rientrare in partita, un sollievo per me. Mi sono rilassato. David è un giocatore che gioca molto bene se riesce ad entrare nei suoi ritmi si trova a molto a suo agio sul campo.

Ma oggi ero in forma e sono riuscito alla fine a giocare come ho fatto nel resto del torneo”. Novak parla della prossima sfida, con Roberto Bautista: “E’ un giocatore capace di rimanere concentrato su ogni punto.

E’ molto migliorato con il rovescio, ora molto più profondo. Ha giocato un tennis di alto livello per tutto il torneo e avrà molta fiducia. Quest’anno mi ha battuto due volte ( sul cemento), ovviamente qui sarà diverso.

Cercherò di usare la mia esperienza e mi preparerò al meglio tatticamente”. Non poteva mancare la chiosa sui big 3, che negli Slam continuano a dominare: “In questo momento della carriera, per me, Nadal e Roger, sono questi i tornei che ci interessano.

E sono contento di essere uno loro. Ma non chiedetemi dei giovani, ne abbiamo parlato troppe volte. Verrà il loro momento”.