Wimbledon: la classe spinge Serena in semifinale. Superata Chris Evert.


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Wimbledon: la classe spinge Serena in semifinale. Superata Chris Evert.

Non sarà facile intascare 'sto benedetto 24esimo Slam, perché Serena Williams non è più quella di un tempo. Sarà una frase fatta, ma le inenarrabili fatiche compiute per battere Alison Riske (6-4 4-6 6-3 lo score) sono lo specchio fedele di una campionessa in declino.

Ma ci sono qualità senza tempo, impermeabili all'invecchiamento: tra queste, la capacità di vincere le partite. Serena ha avuto bisogno di tutta la sua classe per battere un'avversaria che ha giocato meglio, interpretando la partita nel migliore dei modi.

Due ore esatte hanno sigillato il punteggio finale: 6-4 4-6 6-3 e Serena in semifinale grazie alla 97esima (!) partita vinta a Wimbledon. Ma che fatica. Sin dall'inizio, nonostante le fatiche e il tempo trascorso in campo, la Riske si è mostrata atleticamente più in forma.

Si muove benissimo e ha giocato con il dovuto coraggio, consapevole che una condotta aggressiva avrebbe costretto la Williams a muoversi. Il problema, per Serena, è che le sue gambone non sono più scattanti come un tempo.

A volte sembrano tronchi piantati sull'erba londinese. Come nei primi game, quando è rimasta imbambolata su un lento passante in slice dell'avversaria. Ma la voglia di vincere, espressa dai suoi vigorosi “Come on!”, l'ha accompagnata per tutta la partita.

Ed è stata decisiva, soprattutto nel primo set, quando si è trovata per due volte in svantaggio di un break. Aiutata dalle mediocri percentuali al servizio della Riske, ha rimesso in piedi il parziale e con tre giochi di fila (da 3-4 a 6-4) lo ha portato a casa.

A quel punto si pensava a una rapida conclusione. Tante volte, la giocatrice più forte incontra qualche difficoltà in avvio ma poi emerge alla distanza. Al contrario, la Riske ha aggiustato i suoi turni di servizio e ha concesso pochissimo.

Ogni occasione sembrava quella giusta per Serena, invece l'unico break arrivava sul 4-4 e lo coglieva la figlia di un ex agente dell'FBI, mai così avanti in uno Slam. Teneva con autorità il servizio nel game successivo e prolungava il match.

Per vincere la partita, la Williams si è affidata alle due armi più efficaci: il servizio e la voglia di vincere. Ha raccolto 19 ace e buone percentuali, sia con la prima che con la seconda palla. Eppure la Riske non ha mollato, rimontando da 1-3 a 3-3.

Ma non era abituata a trovarsi al fotofinish in una partita così importante: senza fare nulla di trascendentale, salvo un paio di palle corte seguite a rete nei momenti importanti, la Williams ha intascato gli ultimi tre game e ha ruggito la sua gioia verso il suo clan, ormai “in mano” al marito Alexis Ohanian, decisamente il più vivace negli incoraggiamenti.

Quella contro la vincente di Konta-Strycova sarà la dodicesima semifinale in diciannove partecipazioni. La sua epopea è iniziata nel 1998 e le ha garantito sette titoli, l'ultimo tre anni fa. Tra l'altro, è diventata la seconda giocatrice per numero di match vinti a SW19: superando la Riske ha staccato Chris Evert, mentre Martina Navratilova è ancora lontanuccia (120 a 97).

Poco importa: per Serena, oggi più che mai, l'unico pensiero è raggiungere Margaret Court e diventare la più titolata di tutti i tempi. Ha centrato un posto in semifinale anche Simona Halep. Senza più la zavorra psicologica del Roland Garros, la rumena sta giocando un torneo tranquillo, senza squilli.

Di fronte aveva Shuai Zhang, contro cui aveva perso due volte su tre. La cinese, tuttavia, non aveva mai vinto una partita a Wimbledon in cinque partecipazioni. Non capitava dai tempi di Na Li che una cinese non si spingesse così avanti ai Championships.

Nonostante un ottimo inizio, la Zhang è calata alla distanza e si è arresa col punteggio di 7-6 6-1. In semifinale, la rumena se la vedrà con la vincente di Svitolina-Muchova. Avanti 3-0 e poi 4-1, la Zhang si è fatta risucchiare dalla Halep.

Una volta vinto il primo set al tie-break, ha dominato il secondo e adesso giocherà la seconda semifinale ai Championships dopo quella di cinque anni fa, quando si fermò contro Eugenie Bouchard. Vittima di un piccolo infortunio alla caviglia sinistra durante il primo turno, si è ritrovata match dopo match.

Il segnale definitivo è arrivato al terzo turno, quando ha superato piuttosto agevolmente Victoria Azarenka. La ragazza di Costanza, cittadina affacciata sul Mar Nero, sta rispondendo meglio di tutte: si era presentata al match con il 55% di game di risposta vinti nel corso del torneo.

Non ha tenuto la media contro la Zhang, ma ha comunque scippato per tre volte il servizio alla cinese. È stato sufficiente.