Wimbledon: Super Fabbiano, il giustiziere dei giganti



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Wimbledon: Super Fabbiano, il giustiziere dei giganti

Sarebbe stata una beffa troppo grande. Tre ore di perfezione tattica e mentale, poi ti ritrovi a fronteggiare una palla break sul 4-4 al quinto. L'unica concessa in tutta la partita. Sono i momenti in cui devi dimostrare di avere qualcosa di più.

E Thomas Fabbiano lo ha dimostrato, ancora una volta. Costretto a giocare un complicato passante di rovescio, è riuscito (miracolosamente) a forare la sagoma di Ivo Karlovic e ha edificato un successo che lo porta al terzo turno di Wimbledon, per il secondo anno di fila.

È la quarta volta in carriera che l'azzurro centra il terzo turno in uno Slam. Risultato eccezionale, se paragonato alla sua carriera. Mai oltre il numero 70 ATP (potrà avvicinarlo se dovesse azzannare la seconda settimana), però negli Slam riesce sempre a dare quel qualcosa in più.

E continua nell'imbattibilità al quinto set. Bravo, bravissimo Thomas, che dopo il compimento dei 30 anni si è già tolto soddisfazioni importanti. Prima la semifinale ATP ad Eastbourne, adesso un risultato di prestigio a Londra.

È l'emblema della cocciutaggine, della tenacia. A costo di esagerare, spendiamo anche il termine “resilienza”. Perché non è facile, dal basso dei suoi 173 centimetri e spiccioli, mettere sotto i super uomini del tennis.

Anche se hanno 40 anni come Karlovic, il cui tennis però non risente del tempo che passa: servizio, volèe (quando ha bisogno di giocarla) e pochi colpi da fondocampo. Grande dispendio mentale, non certo fisico.

Thomas lo sapeva, memore del match giocato sei mesi fa in Australia, quando battè (con modalità simili) l'erede di Karlovic, il baby Opelka, che peraltro ha firmato l'impresa di giornata battendo Stan Wawrinka.

Non c'è tanto spazio per la cronaca, anche se Tommy e Ivo si sono dati battaglia per 306 punti (con un bilancio di 161 a 145 per l'azzurro). Quando c'è Karlovic in campo, a maggior ragione sull'erba, i match hanno tutti lo stesso aspetto.

Bum bum bum, e ancora bum bum bum. L'avversario deve trovare il modo per mettere insieme un bel game di risposta, magari evitando problemi nei turni di battuta. In effetti, l'età di Karlovic si vede nella fatica con cui gestisce i suoi turni di risposta.

Una buona metà, rinuncia a giocarli. Troppo dispendioso provarci sempre. I meriti di Fabbiano nascono nella capacità di strappargli per tre volte il servizio. Mica facile, sull'erba. È finita 6-3 6-7 6-3 6-7 6-4 e il punteggio dice tutto.

In realtà, avrebbe potuto chiudere prima. Ha avuto un setpoint nel tie-break del secondo set (in cui Karlovic ha dovuto servire la seconda palla), ma non ha contenuto la risposta. E anche nel tie-break del quarto le cose sono girate male: avanti 3-0, si è fatto riacchiappare e lo ha perso mettendo in corridoio, di pochi centimetri, due dritti consecutivi.

Il quinto set era sentiero sconosciuto, difficile, con Karlovic tranquillizzato da un regolamento che sul 12-12 gli avrebbe fornito il salvagente del tie-break. Come detto, sul 4-4 il croato ha avuto la grande chance. L'ha giocata anche bene, ma il passante di Thomas lo ha ricacciato indietro.

Nel game successivo, commetteva due doppi falli a concedere due matchpoint. Li annullava con due ace consecutivi, ma la lucidità era ormai al lumicino. Gli ultimi due punti erano per Fabbiano, che poteva urlare tutta la sua gioia al cielo azzurro di Londra.

Adesso avrà un match affascinante ma non impossibile contro Fernando Verdasco, autore di una clamorosa rimonta nei confronti di Kyle Edmund. Il numero 1 britannico, a cui gli organizzatori hanno concesso l'onore del Centre Court in assenza di Murray sembrava avviato a una facile vittoria ma si è fatto rimontare due set.

A parte il buon tennis, di questo Fabbiano piace la solidità mentale. Non si lascia andare a gesti di stizza, dimentica rapidamente le situazioni sfortunate e azzecca quasi sempre la scelta tattica. I numeri sono tutti per lui: si è procurato sette palle break (sfruttandone tre) contro l'unica di Karlovic, e ha fatto registrare un eccezionale +41 tra colpi vincenti ed errori gratuiti (54 a 13).

È stato aiutato dalla condotta del croato, ma lui è stato impeccabile. Mentre il sogno londinese è ancora vivo e potrebbe riservare altre sorprese, vale la pena ricordare lo storico obiettivo di Fabbiano: centrare i top-50 ATP.

Per quanto si sta vedendo, non sembra impossibile. Il pugliese ha nel talento, oltre che nel cuore e nella testa, la possibilità di azzeccare un paio di exploit. Il prossimo traguardo, altrettanto affascinante, sarebbe l'approdo al Manic Monday di Wimbledon. Speriamo.