Wimbledon: il lunedì d'oro di Thomas Fabbiano



by   |  LETTURE 7211

Wimbledon: il lunedì d'oro di Thomas Fabbiano

Thomas Fabbiano non aveva mai battuto un top-10. Per la sua "prima", ha scelto il luogo più bello. E Wimbledon ha annusato profumo di tradizione: per anni, il Campo 2 era stato definito “il Cimitero dei Campioni” a causa delle (tante) sorprese e dei risultati inattesi che si sono verificati su un campo che, in realtà, non c'è più.

Il nuovo “2” è molto più bello ed accogliente, ma rimane fedele alla sua nomea: in tre ore e mezzo di lotta, gestite alla grande, Thomas si è imposto su Stefanos Tsitsipas, lo stesso che pochi giorni fa dichiarava di sentirsi in grado di vincere il torneo.

E che lo scorso anno, al terzo turno dei Championships, gli aveva lasciato poco più che le briciole. Ma quest'anno le sensazioni erano ben diverse: la semifinale giocata la scorsa settimana a Eastbourne era un ottimo indicatore dello stato di forma del pugliese.

Lo ha confermato nel 6-4 3-6 6-4 6-7 6-3 di Londra, in cui è stato eccezionale come gioco e come atteggiamento. 30 anni compiuti lo scorso maggio, Thomas ha giocato con viva lucidità tattica. Aggressivo, puntuale, ha sempre preso l'iniziativa quando ne aveva l'occasione.

In verità, avrebbe potuto chiudere già nel tie-break del quarto set, in cui ha avuto un paio di matchpoint ben annullati dal greco (il primo con un dritto vincente, il secondo con una coraggiosa discesa a rete).

Quando Tsitsipas si è aggiudicato il quarto set, si pensava che Fabbiano avrebbe ceduto mentalmente. Niente affatto: schivata qualche buccia di banana nel primo game di servizio, ha continuato a giocare meglio del suo avversario. La sorte gli ha dato una mano sul 3-3, quando un nastro fortunato gli ha consentito di trovare il break decisivo.

Lo “strappo” ha definitivamente spento Tsitsipas, il cui atteggiamento era via via più dimesso. L'ultimo colpo del greco scappava lungo e Thomas poteva chiudere gli occhi, annusando le sensazioni della vittoria.

Per lui è un risultato di enorme prestigio, forse il migliore in carriera. Al secondo turno avrà un match affascinante contro Ivo Karlovic, quasi 40 centimetri più alto di lui. Avrebbe potuto esserci un derby azzurro contro Arnaboldi, invece troverà per la seconda volta un gigante dopo il match di gennaio a Melbourne, contro Reilly Opelka.

La carriera di Andreas Seppi volge al termine, ma l'usato sicuro è ancora affidabile. E la vittoria contro Nicolas Jarry non è di routine, visto che il cileno è un giocatore potente, dotato di un servizio molto incisivo.

L'altoatesino è stato bravissimo a non disunirsi dopo aver perso un secondo set molto equilibrato, in cui aveva avuto tre setpoint. In queste situazioni, solitamente, ci si lascia un po' andare. Invece Andreas ne è uscito addirittura da dominatore.

Alla fine si è imposto col punteggio di 6-3 6-7 6-1 6-2, intascando la vittoria numero 17 ai Championships (a fronte di 14 sconfitte). Tra i quattro Major, soltanto all'Australian Open ha vinto più partite.

Si ricorda l'ottavo di finale nel 2013 (perso contro Del Potro) e tre terzi turni. Curiosamente, la strada di Andreas potrebbe incrociarsi nuovamente con quella di Kevin Anderson. Si sono trovati ai Championships nel 2017 e nel 2018, con due vittorie del sudafricano.

Lo scorso anno, l'azzurro gli portò via un set nella sua corsa verso la finale. Quest'anno, l'incrocio potrebbe arrivare soltanto al terzo turno. Per arrivarci, Andreas dovrà battere una delle teste di serie più deboli, almeno sulla carta.

Guido Pella è numero 26 del seeding, anche se a Wimbledon vanta un successo di prestigio, lo scorso anno contro Marin Cilic (che era finalista in carica). Al primo round, l'argentino ha vinto un match complicato contro Marius Copil, sempre pericoloso sui campi rapidi ma domato in quattro set.

Per Seppi non sarà un match semplice, ma in un torneo del genere è difficile chiedere qualcosa di meglio al secondo turno. Termina subito l'avventura di Andrea Arnaboldi. Per la prima volta in carriera, il canturino aveva superato le qualificazioni in uno Slam diverso dal Roland Garros (laddove aveva raggiunto due volte il main draw).

Per la sua prima apparizione Church Road, il sorteggio gli aveva datto un giocatore complicato: Ivo Karlovic. È dura giocare contro il croato, specie su un campo così rapido. Karlovic ha tirato 21 ace e, soprattutto, è stato implacabile con la prima palla, raccogliendo il 92% dei punti (55 su 60).

Non ha concesso l'ombra di una palla break. Con il suo tennis elegante ma leggero, Arnaboldi ha concesso qualche chance. In due occasioni, Karlovic è riuscito a togliergli il servizio. Con due set di vantaggio, ha potuto giocare con tranquillità.

Arnaboldi, generoso, ha trascinato il terzo set al tie-break, ma sono territori molto ben conosciuti dal serbo, che non ha avuto bisogno di giocare il quarto set: è finita 6-4 6-4 7-6. Per l'azzurro rimane la soddisfazione di aver varcato i sacri cancelli dell'All England Club, riservati a chi gioca il tabellone principale.

Come detto, il prossimo avversario di Karlovic sarà proprio Thomas Fabbiano. Sul campo numero 18, laddove si è giocato il match più lungo nella storia del tennis, è terminata subito l'avventura di Paolo Lorenzi.

Il senese ha ha fatto quel che ha potuto contro un giocatore più forte di lui, oltre che più giovane di 15 anni. Non ci sono grossi rimpianti per il 6-3 7-6 6-4 finale: forse, l'azzurro avrebbe potuto vincere il secondo set.

Avanti 3-1, aveva registrato il servizio ma ha perso nettamente il tie-break. A quel punto, il divario era troppo grande per essere ricucito. A Medvedev (che qualche anno fa aveva fatto parlare di sé in questo torneo, battendo Wawrinka e poi imbufalendosi al match successivo, dopo la sconfitta contro Bemelmans, lanciando una monetina verso il giudice di sedia a mò di scherno) è bastato un altro tie-break per approdare al terzo turno.

Lorenzi aveva mostrato grandi difficoltà al Challenger di Milano e, pur restando intorno alla centesima posizione, sembra aver intrapreso una fase calante difficilmente reversibile. Speriamo che l'estate dei tornei sulla terra battuta possa smentirci.