Del Potro: "mai avuto paura di Djokovic, Federer e Nadal"


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Del Potro: "mai avuto paura di Djokovic, Federer e Nadal"

Juan Martin Del Potro si racconta, a cuore aperto. In un intervista a Kevin Palmer, nella sala giocatori al Queen’s club, parla molto di se stesso, delle proprie emozioni e della sua carriera. Il pensiero va prima di tutto ai fan: ”a volte, le persone pensano che siamo dei robot e che non esprimiamo quello che proviamo.

A me piace essere me stesso, in campo e fuori. A volte amo parlare con i fan, a volte ho bisogno di urlare. Ma mai ho rotto una racchetta, mai. Ricevo così tanto amore dai miei tifosi e quell’amore deriva dalla mia storia, dal mio modo di giocare e di essere.

Le persone sanno tutto dei miei infortuni, dei miei sforzi per essere ancora in campo. E’ incredibile riceverlo, tutto questo amore”. Inevitabile che il discorso cada sui tre grandi del tennis, Nadal, Djokovic e Federer: “il tennis se ne farà una ragione quando si ritireranno, perché verranno altre stelle.

Il tennis si ricicla sempre, potrebbe non essere lo stesso di prima, ma mai abbiamo pensato che dopo i ritiri di Sampras e Agassi potesse essere finito. Il tennis risorge sempre”. Il gigante di Tandil conta molte sfide e alcune grandi vittorie, proprio contro i tre mostri sacri: “non ho mai avuto paura dei big four ( Del Potro include anche Murray n.d.r.), so che posso batterli e li ho battuti in passato.

Mi è sempre piaciuto affrontarli, è sempre stato speciale”. Ma i giovani? ce ne sono tanti, ma faticano a vincere: ” I giovani di oggi hanno talento, esperienza, forza ma come abbiamo visto nella finale di Parigi, Dominic Thiem ha sì giocato due grandi set contro Rafael Nadal, ma contro di lui non è mai abbastanza.

Ma i giovani sono abbastanza intelligenti da sapere che quei tre non saranno in campo per sempre e avranno quindi le loro occasioni”. Manca davvero poco a Wimbledon, Del Potro si sente pronto: “Dopo il mio infortunio al ginocchio sto cercando di tornare di nuovo al massimo.

Ho fatto bene a Parigi e ora sto passando ad una superficie diversa. Sarà una sfida vedere come reagirà il mio ginocchio. I movimenti sull'erba sono diversi da quelli sulla terra rossa, ma il mio medico dice che devo essere fiducioso e giocare semplicemente senza provar del dolore.

Vedrò nei prossimi giorni come il mio corpo si adatterà a questa superficie”. Lo sguardo va poi in là, al suo futuro dopo il tennis: “non so quando, ma lasciato il tennis starò nella mia fattoria in Argentina.

Lì ho amici, la famiglia, posso giocare a calcio. E’ una vita completamente diversa da quella di adesso”.