Wimbledon - Rimonta impossibile di Anderson, Federer saluta il torneo


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Wimbledon - Rimonta impossibile di Anderson, Federer saluta il torneo

Il Campo 1 si rivela maledetto per Roger Federer. Avanti 2 set a 0 contro Kevin Anderson, lo svizzero manca un match point in risposta sul 5-4 del terzo set e subisce l'impossibile rimonta del sudafricano, che chiude 2-6 6-7(5) 7-5 6-4 13-11 dopo quattro ore e un quarto di incredibile battaglia. Per Kevin, finalista uscente agli US Open, si tratta della seconda semifinale a livello Slam, la prima in assoluto ai Championships. Federer torna invece a perdere al set decisivo dopo aver vinto sei match consecutivi al quinto: l'ultimo a batterlo fu, proprio a Wimbledon, Milos Raonic nella semifinale del 2016. Tanti i rimpianti dello svizzero, sia per l'autostrada che si era aperta in tabellone dopo l'uscita di scena di Cilic sia per il rendimento incostante di oggi, in cui soprattutto il dritto ha tradito nei momenti chiave l'otto volte campione di Wimbledon, che paga anche lo scarsissimo rendimento sulle palle break (appena 3 su 12).

Più che una falsa partenza, quella di Anderson è una non-partenza. Il sudafricano praticamente non gioca il primo game, alla battuta, e questo è una leggerezza che contro Federer diventa fatale. Roger non soffre neanche un po’ la tensione dell’avvio e, del resto, come avrebbe potuto lui che di queste partite ne ha giocate più di cinquanta? Il break scucito in avvio non solo basta allo svizzero, ma viene bissato nel settimo game fino a disegnare il 6-2. Un risultato che Federer costruisce in meno di mezz’ora perdendo un solo punto alla battuta.

In avvio di secondo set accade l’imponderabile, o perlomeno per quanto riguarda questo torneo. Una risposta vincente di Anderson apre la strada, tre errori di Federer fanno il resto: lo svizzero perde così il primo turno di battuta nel suo percorso londinese, fin qui intonso. La fuga sudafricana, tuttavia, s’arresta sul 3-0: Federer riprende quasi subito il maltolto, anche se nel controbreak sono più i demeriti di Anderson a pesare ché i meriti di Roger. Tra un’altra palla break cancellata (ottavo game) e uno 0-30 salvato (dodicesimo game) Federer allunga fino al tie-break, ma è lontano dalla versione impeccabile del primo set. Qui giocano malino entrambi: Anderson sciupa il 2-0 di vantaggio, Federer getta via due dritti dal 6-3 perdendo entrambi i servizi a disposizione. Il terzo set point è quello giusto con Federer che riesce a instradare lo scambio sulla diagonale del dritto fino a spuntarla per sigillare il 7-5 che vale ben più di un piede in semifinale.

Nel terzo set Federer torna infallibile al servizio, ma non riesce a incidere in modo definitivo in risposta. Si arriva, dunque, nuovamente in volata. Nel decimo game, con Anderson che serve indietro 4-5, un paio di magie riportano Federer in parità dal 40-15, una volée goffa del sudafricano gli consegna il match point sul quale però Kevin fa buona guardia. Sul 5-5 Roger pasticcia e finisce per subire il break, sigillato dalla risposta vincente di Anderson. Come già successo in precedenza, tuttavia, Kevin prova a regalare qualcosina non appena messo il muso fuori dalla tana, ma lo 0-40 donato a Federer nell’ultimo game del set non viene scartato da Roger che perde cinque punti in fila e, con loro, il primo set del torneo.

Quella che era iniziata e proseguita come una giornata quasi di ordinaria amministrazione, diventa un film dell’orrore per Federer quando, nel settimo game, scivola nuovamente alla battuta spedendo a metà rete un dritto col campo semi-spalancato. In chiusura stavolta non è Anderson a tremare, ma Federer a brillare. Il risveglio svizzero, tuttavia, è tardivo e insufficiente a evitarsi il quinto set: Roger con un paio di numeri riesce ad annullare un set point e raggiungere la palla break, ma da lì Anderson è perfetto, infila tre vincenti e timbra il 6-4 che allunga la questione al quinto set.

Due volte Federer va indietro 0-30 sul proprio servizio, due volte esce dalla buca grazie al servizio. Nel game seguente, l’ottavo, Anderson si fa riprendere dal 40-0, offre una palla break, ma torna perfetto quando serve e resta vivo grazie alla prima vincente. Si procede sulla scia dei servizi fino all'11-11, quando Roger commette il primo sanguinoso doppio fallo della sua partita, che gli costa la palla break fatale: l'ennesimo errore di dritto condanna lo svizzero, che nel game successivo si arrende alle bordate di Anderson. Il sudafricano suggella il match più importante della sua carriera con un turno autoritario, chiudendo i conti sul 13-11 e festeggiando così una storica semifinale.

Ad attenderlo in semifinale c'è ora John Isner, che ha piegato in rimonta 6-7(5) 7-6(7) 6-4 6-3 il finalista 2016 Milos Raonic, centrando così a 33 anni la prima semifinale in carriera a livello Slam.