Wimbledon - Serena ride, Venus piange: destino opposto per le Williams



by ANDREA ANIELLO

Wimbledon - Serena ride, Venus piange: destino opposto per le Williams

57mo ottavo di finale Slam, 15mo a Wimbledon, 89mo successo ai Championships e 98mo su erba: sono solo alcuni dei numeri dell’immortale carriera di Serena Williams, che ancora una volta approda da protagonista alla seconda settimana sull’erba di Church Road.

A cadere stavolta è Kristina Mladenovic, che pure riesce a fare partita pari per larghi tratti del match ma che si scioglie puntualmente nei momenti chiave della gara, fino ad arrendersi alla 23 volte campionessa Slam con un lottato, ma mai realmente in discussione, 7-5 7-6(2).

Per Serena, giunta quest’oggi al decimo gettone di presenza stagionale, si tratta della seconda vittoria su due in carriera contro Kiki, già sconfitta due anni fa in un match molto simile per andamento e punteggio disputato al Roland Garros.

Prosegue invece il tabù seconda settimana per Mladenovic ai Championships: in sette apparizioni, la francese non è infatti mai riuscita a superare il terzo turno. Due grandi risposte e uno splendido rovescio incrociato della francese costringono Serena ad affrontare subito due palle break, annullate però con altrettante prime vincenti.

Mentre la francese riesce a tenere con estremo agio i propri turni di servizio, l’ex numero 1 del mondo fa fatica e non a caso capitola nel quinto game, quando Kiki graffia il break complici due splendidi vincenti di rovescio e due gratuiti della Williams.

La transalpina fa tesoro del prezioso vantaggio fino al 5-4, ma quando deve chiudere subisce la straordinaria reazione di Serena, che si scuote nel momento più importante e trova tre punti da vera campionessa, che le valgono il break.

È il vero turning point del set: Mladenovic comincia a tremare, mentre la statunitense sale in cattedra e chiude con un nuovo break sul 7-5. La trionfale striscia di game dell'americana prosegue in apertura di secondo set, quando la 7 volte campionessa tiene comodamente il servizio e poi strappa la battuta all’avversaria per il terzo turno consecutivo.

Quando meno te lo aspetti, ecco la reazione di Kiki: complice una Williams nuovamente prodiga di favori, la francese piazza l’immediato contro-break e poi si mantiene in scia nel punteggio fino al dodicesimo game, quando serve nuovamente per il tie-break.

Come accaduto nel primo set, Mladenovic va in difficoltà: salita 30-0, la francese commette due doppi falli, quindi manca due palle game (la seconda con un clamoroso errore di dritto a campo spalancato) e concede il match point con un altro dritto affossato in rete.

Ancora una volta, Kiki è però brava a riscattarsi: annullato il match point con un gran dritto a sventaglio, la numero 62 del mondo porta a casa tre punti di fila e si guadagna meritatamente l'accesso al tie-break.

Qui l'equilibrio si rompe definitivamente, con Serena che assume subito il controllo delle operazioni e, forte di due mini-break di vantaggio, vola addirittura sul 4-0 e servizio, prima di subire una risposta aggressiva che permette alla transalpina di accorciare.

Il tentativo di rimonta di Mladenovic è però immediatamente rintuzzato: la Williams fa quello che vuole in risposta, ottiene un nuovo mini-break e poi chiude i conti addirittura con due ace consecutivi, incassando il definitivo 7-2 dopo quasi due ore di partita.

Adesso Serena si giocherà un posto ai quarti con la rivelazione Evgenija Rodina, che ha estromesso in tre set la finalista degli US Open e numero 10 del seeding Madison Keys. Il 7-5 5-7 6-4 finale regala alla qualificata russa, attualmente numero 120 del mondo, la vittoria più importante della sua carriera, in termini sia di risultato a livello Slam (prima di oggi, il suo miglior piazzamento nei Major risaliva al terzo turno raggiunto proprio a Wimbledon nel 2008) sia di ranking dell’avversaria (Rodina aveva perso tutte e venti le partite disputate in carriera contro tenniste Top20).

Per una Williams che ride, ce n'è una che piange. Venus Williams, finalista uscente e qui cinque volte campionessa, si arrende per 6-2 6-7(5) 8-6 a Kiki Bertens, che già aveva rischiato di batterla a Miami quest'anno e che può adesso festeggiare il primo accesso in carriera alla seconda settimana di Wimbledon.

Prosegue dunque la strage delle teste di serie: Keys e Venus portano infatti a 8 il numero delle prime 10 teste di serie eliminate nella prima settimana, evento unico nell’Era Open, lasciando come uniche superstiti la numero 1 Halep e la 7 Karolina Pliskova, che in chiusura di programma deve sudare e non poco per piegare la resistenza della numero 29 del seeding Mihaela Buzarnescu.

Dopo aver ceduto il primo set, la ceca subisce il break nel secondo e si ritrova sotto 1-4. Con una grande reazione, Pliskova ottiene il contro-break e si trascina fino al tie-break, chiuso con un autorevole 7-3, prima di dominare il terzo e decisivo set e di archiviare la pratica sul 6-1.

Agli ottavi, i primi in carriera per lei a Wimbledon, la ceca se la vedrà proprio con Bertens.


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