WIMBLEDON 2014 - Il pagellone maschile



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WIMBLEDON 2014 - Il pagellone maschile

Roger Federer voto 10 Esistono quelle volte, nello sport, in cui a vincere è anche lo sconfitto. Roger ci regala forse l'ultima grande scarica di emozioni (ma chissà...), con l'ennesima finale leggendaria, tirando fuori quasi all'età di Cristo una voglia di vincere e una tenacia sì, anche atletica, da impazzire.

Per non parlare della scioltezza con cui ci arriva, in finale. Spiega al mondo perchè fa 2 figli a botta nel quarto set con un Djokovic a un passo dal traguardo. Alla fine cede al fotofinish, ai punti non avrebbe vinto nessuno dei due.

Infinito Novak Djokovic voto 10 Se lo meritava. O, forse meglio, non meritava di perdere ancora. La passione, la sofferenza, la paura, la gioia. Nei suoi occhi strabuzzati corre di tutto durante un torneo vissuto per la metà del tempo a ruzzolare per terba.

Ha vinto il suo secondo Wimbledon senza saper giocare su erba e senza mai convincere a pieno, roba da far rabbrividire Becker. Ma era ormai settato su: Win. Robotico Grigor Dimitrov voto 8 Per la prima volta in carriera fa il big, giungendo in semifinale nel suo torneo preferito.

Se al posto suo venerdì avessimo trovato il nome di Dolgopolov (voto 6,5, Divertente) non sarebbe stato affatto uno scandalo, nè sarebbe cambiato molto a parte l'inversione dei voti. Ma forte di un servizio ed una condizione fisica da top player in semifinale e fra i primi 10 ci va lui, concedendosi il lusso di camminare sulle macerie di Murray e di mettere paura a un Djokovic bruttino, prima di mettersene da solo e gettare tutto alle ortiche.

Quasi maturo Milos Raonic voto 8- Come fece lo scorso anno Janowicz, sfrutta i regali del tabellone e anche per lui arriva finalmente la prima semifinale in un Major: se la gioca però decisamente peggio del bulgaro e del polacco.

Certo, il suo avversario sforna una prestazione da fenomeno al contrario di quanto capitato a Dimitrov, ma lui ci mette del suo, arrivando con troppa tensione all'evento e persino servendo male. 'Grosso e fregnone' Andy Murray voto 5,5 Gioca una prima settimana da sballo poi, parafrasandolo '5 fottuti minuti prima della partita', si dimentica di saper giocare a tennis, con una prestazione ai limiti dell'imbarazzo contro il bulgaro.

Le concause sono tante, ma il problema principale rimane un recupero dall'operazione che non è ancora evidentemente avvenuto. Ri-Scozzese Rafael Nadal voto 5,5 Rispetto agli ultimi anni va sicuramente meglio, anche se ci voleva molto poco.

Dopo la sconfitta con Kyrgios parla di sorteggio difficile, esagerando un po': è altresì vero che in caso di approdo alle fasi finali il favorito sarebbe diventato lui. Allunga comunque la sua permanenza a Londra fra un tic e l'altro, finendo per far arrabbiare un po' tutti.

Flemmatico Nick Kyrgios voto 8 Finalmente un 'giovane giovane' fa il grande. Si è talmente abituati ai soliti noti che gli ultimi exploit dei vari Janowicz, Gulbis, Raonic e Dimitrov hanno fatto parlare di gioventù che avanza.

Ma la media della loro età è superiore ai 23 anni. L'australiano di anni ne ha meno di 20, ed ha tutto per diventare presto un campione. Mi è sembrato di vedere Sampras Fabio Fognini voto 5,5 E' vero che il terzo turno rimane il suo miglior risultato a Wimbledon, ma ancora una volta perde una buona occasione.

Nuovamente al quinto si scioglie quando il gioco si fa duro e alla fine accumula più multe che punti. Adesso però il gioco sarà ancora più duro, con quasi 1000 punti da difendere a luglio e un ranking che potrebbe deteriorarsi in malomodo.

Fabio deve tornare a pensare solo al suo gioco, gli sciacalli sono già con la bava alla bocca...In allerta Simone Bolelli voto 7 L'azzurro, partendo da lucky loser, conferma di essere tornato al suo top e di avere un feeling particolare con l'erba di Wimbledon, dove la sua pesantezza di palla trova massima espressione grazie allo schema servizio+diritto.

Che però lo tradisce sul più bello contro un Coriaceo Nishikori (voto 6). Ritrovato Gli altri italiani voto 4 Seppi abbonato alle vie crucis, viene stavolta crocifisso da un terraiolo su quella che forse è la sua superficie preferita.

Volandri non perde tempo e torna subito a commentare dagli studi di Sky, prima dell'inizio di un nuovo challenger. Lorenzi impossibilitato dal sorteggio a superare la chimera della prima vittoria in uno Slam. Tradizionalisti Stan Wawrinka voto 6,5 Vittima di una programmazione assassina e debilitato da un virus se la prende con tutti, e con ragione (tranne che con l'innocente Feliciano Lopez, voto 6,5).

Continua la sua strana striscia stagionale: ha perso solo da giocatori con rovescio a una mano nel 2014. Incazzoso Marin Cilic voto 7 Il suo gioco è tornato quello dei tempi belli, ed è giusto che ciò sia avvenuto nel torneo che per primo lo portò alla ribalta tanti anni fa.

Torna in top 20, e difende 45 punti fino a gennaio prossimo...Recuperato David Ferrer e Tomas Berdych voto 2 La loro pericolosità effettiva negli Slam rasenta lo zero. Due finali all'attivo in carriera non cambiano l'opinione, fortunatamente anche il ranking lo sta capendo. Inconsistenti Jerzy Janowicz voto 3 Come il numero massimo di partite consecutive vinte in un torneo, dopo la fenomenale semi raggiunta nel 2013 a Wimbledon, nell'arco di un anno.

Un anno terribile, rovinato sì dagli infortuni, ma anche da innegabili difficoltà tecniche fra racchette farlocche, una sfilza di doppi falli che farebbe impallidire persino la Giorgi e un'ossessione per le palle corte che sembra solo servire a placare la sua compulsività.

Stagione maledetta Ernests Gulbis voto 4 Lo show questa volta lo fa solo in conferenza stampa, anticipando il mondo intero sull'argomento 'vampiri' e chiarendo a suo modo la querelle 'casinò'

Ciò che conta è che Stakhovsky (voto 6,5, sempre bello da vedere su erba) gli impartisce una lezione di tennis, e che stavolta rischia di fare neanche una mano di BlackJack, se decide di giocarsi il montepremio conquistato a Wimbledon.

Già declassato Midsunday voto 0 E' bello rispettare le tradizioni, ma non è intelligente perseverare con le tradizioni medievali. Si è compresa l'importanza del tetto, non c'è motivo di non comprendere come un torneo così piovoso non possa permettersi un giorno di vacanza.

Becero Adriano S per Tennisworlditalia.com

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