WIMBLEDON - Serena Williams e´ troppo per la Radwanska, quinto trofeo


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WIMBLEDON - Serena Williams e´ troppo per la Radwanska, quinto trofeo

Serena Williams b Agnieska Radwanska 6-1 5-7 6-2 La professoressa ha provato, ha anche strappato un set dalle mani della strafavorita ma, alla fine, è costretta a capitolare. E' di nuovo Serena Williams a trionfare.

Il suo nome mancava all'appello da due anni nell'albo d'oro del più affascinante dei tornei e proprio nell'anno di maggior crisi ed incertezza per il tennis femminile è lei, Serena Williams, ad affermare con vigore e fermezza la sua indiscussa superiorità.

Dopo aver sofferto contro la Zheng e contro quella Shvedova che così spietatamente aveva spodestato Sara Errani, e dopo aver sconfitto la detentrice del titolo (Kvitova) e la prossima numero 1 al mondo (Azarenka), quello rappresentato dalla Radwanska sembrava un ostacolo più che altro formale verso l'incoronazione a regina di Wimbledon.


I pronostici della vigilia sembravano essere abbondantemente confermati dal modo in cui la ciclonica verve di Serena Williams intimoriva la tesa giocatrice polacca nel primo set. Pur mantenendo una percentuale di prime sostanzialmente alta (69%) e pur concedendo un irrisorio numero di gratuiti (4) per la Radwanska il leit motiv del primo set è stato particolarmente doloroso, e dopo 36 minuti di totale controllo Serena Williams è riuscita ad aggiudicarsi il primo set per 6-1.

Nessuna difficoltà per l'americana, ormai proiettata verso l'ennesimo slam di una carriera costellata di successi ma che ultimamente le stava regalando sempre meno gioie. Undici gratuiti e sedici vincenti, colpiti con un ritmo insolitamente basso dalla Williams, che in più occasioni sembrava adeguarsi al pachidermico ritmo impresso dalla polacca.

Un pizzico di timore? Probabile, ma ormai per la Williams la strada verso il successo appariva spianata, e nemmeno l'interruzione causa pioggia sembrava rappresentare un valido alleato per la Radwanska e per coloro che ambivano ad un match più duraturo.


E invece, dopo la copertura del campo e il riscaldamento dopo quasi mezz'ora di interruzione, l'ago della bilancia inizia clamorosamente a vacillare, trainato dai colpi di una sempre più convinta e centrata Radwanska.

Williams soffia un break alla polacca, ma sul 4-3 arriva l'insperato contro-break della polacca che riapre il set e la partita con classe e dedizione. Aumenta la percentuale di prime (74%), aumenta soprattutto l'intensità e la velocità del servizio di Agnieszka che troppo molle era sembrato nel primo set per impensierire Serena.

La Radwanska propone un tennis intelligente e molto resistente, tant'è che è la sua audacia tattica e non i muscoli dell'americana a prevalere nei più lunghi ed estenuanti scambi in questa fase.

E' sul 6-5 che la polacca accende la freccia e supera la Williams con il break che la porta a vincere il secondo set e ad entusiasmare gli spettatori del centrale, ormai pronti ad accogliere e a tifare Marray, il quasi omonimo tennista del più famoso e talentuoso Andy che si apprestava a giocare la finale del doppio sul centrale.


Il livello di gioco sale esponenzialmente e i primi giochi del terzo set documentano la parabola ascendente ispirata dai colpi delle due tenniste. Strenua ed audace la resistenza di Aga che acquisisce self-confidence e lascia andare più spesso il braccio concedendosi anche qualche gratuito in più (6, nel terzo set).

Il ritorno della Williams è però impetuoso e per la Radwanska non ci sono argini che possano tenere, e così arriva il break per l'americana che corrisponde al vero e proprio imbocco dell'autostrada verso la vittoria, che arriva meritatamente con un ottimo 6-2 e che viene enfatizzato dalla smisurata gioia di una giocatrice che dopo mille problemi e difficoltà si sentiva rinata e disposta a condividere immediatamente il proprio entusiasmo con i propri cari anche a costo di scavalcare in modo goffo la barriera che circondava il suo box.

La Williams trionfa, è il quinto Wimbledon e il quattordicesimo slam di una carriera assolutamente stellare. Cristallino il suo dominio ma encomiabile la resistenza della Radwanska che, proprio come la sua avversaria ha sportivamente riconosciuto, ha giocato un unbelievable match.