Us Open - Berrettini di testa e di cuore: ko Davidovich, obiettivo quarti raggiunto

In una giornata non straordinaria, Berrettini riesce a trovare una soluzione contro Davidovich Fokina che chiude senza praticamente possibilità di muoversi. Obiettivo quarti raggiunto per la terza volta negli ultimi quattro anni

by Perri Giorgio
SHARE
Us Open - Berrettini di testa e di cuore: ko Davidovich, obiettivo quarti raggiunto

Che la partita potesse nascondere delle insidie lo si poteva immaginare. Alejandro Davidovich Fokina, giocatore estremamente umorale, si accende e si spegne con una velocità incredibile. Fa e disfa senza quasi nemmeno accorgersene, quasi come se piacersi contasse più che avere un piano.

La straordinaria forza di Berrettini? Resistere. Resistere a un set e mezzo da incubo, approfittare dei cali dello spagnolo e soprattutto spezzare gli equilibri di pura esperienza nel deciding set. Davidovich, che arriva al quinto in condizioni fisiche decisamente migliori, si ritrova sotto 1-4 e sul 40-0 accusa beffardamente anche un problema al ginocchio.

Il tennista azzurro, in una giornata non particolarmente brillante, chiude quindi sul 3-6 7-6(4) 6-3 4-6 6-2 e per la terza volta negli ultimi quattro anni raggiunge quanto meno i quarti di finale. Ad attenderlo presumibilmente Casper Ruud, chiamato ad abbattere la resistenza di Moutet.

Berrettini: vittoria da campione e quarti di finale

Davidovich interpreta la prima frazione in maniera praticamente perfetta. Manco a dirlo sfrutta un buco iniziale del tennista azzurro e soprattutto costringe il numero due del blocco Italia a una partita piena-zeppa di scambi, fuori dalla comfort zone.

Con brillantezza sfrutta la diagonale sinistra e salva le due successive situazioni di pericoloso con coraggio. Sul 4-2 rimedia a un doppio fallo sul 15-15 con un ace di seconda, mentre sul 5-3 a un passo dal primo tragurdo recupera dallo 0-30 - dopo due soluzioni vincenti con la palla corta di Berrettini - per mettere la testa avanti.

La partita rimane sullo stesso binario. Quanto meno fino al 3-2. Berrettini, poco brillante da fondocampo e piuttosto altalenante con il servizio, proprio nel quinto game si ritrova sul 30-40 dopo una straordinaria risposta di rovescio di Davidovich che spacca il campo in due e perde poi il conrollo del rovescio in uscita dal servizio.

Quando la logica pare spingere Davidovich verso il 2-0, la partita cambia completamente. Berrettini, che apporta delle piccole migliore al piano tattico e che ammorbidisce e rallenta il gioco da fondocampo, recupera immediatamente il break di ritardo e si procura poi il primo set point nel decimo game.

Nel jeu decisif assesta la spallata decisiva con una splendida risposta di dritto in avvio e senza più troppi problemi pareggia i conti. Berrettini, che di desta definitivamente dal torpore accumulato in avvio, acquisisce sempre più fiducia con i primi due colpi e fa un passo in avanti anche nei turni di risposta.

Il break in avvio fa infatti da sfondo al 5-3. Nel momento di massima difficoltà, sul 15-30, Daidovich si salva con la prima palla ma commette un sanguinosissimo doppio fallo nel quindici immediatamente successivo. Lo spgagnolo perde poi la pazienza sulla diagonale destra e nel tentativo di liberarsi dello scambio con un'avventura nei pressi della rete perde il controllo del dritto e regala il secondo parziale a Berrettini.

Oltre al servizio, Berrettini ritrova il cambio di dritto in lungolinea e aggiunge presumibilmente la più letale delle armi al piano tattico. Davidovich, che ritorna a presenziare in maniera del tutto necessaria nei turni di risposta, Davidovich si accende su uno straordinario passante di dritto in allungo a inizio terzo game e si porta poi sullo 0-30 grazie a un grossolano errore in uscita dal servizio del tennista azzurro.

Berrettini, che accorcia le distanze con un'avventurosa sortita nei pressi della rete, non contiene la risposta di dritto di Davidovich e per la prima volta dal quinto gioco dal secondo set si trova costretto a concedere palle break.

Lo spagnolo rientra prepotentemente nel match, sfrutta la quarta opportunità utile a disposizione e nonostante un game piuttosto tribolato schizza sul 3-1. In concomitanza con la nuova rinascita di Davidovich, Berrettini ripiomba nello sconforto e fatica a rimanere in scia.

Anche se in un modo o nell'altro si garantisce la chance di rispondere per rimanere nel set sul 4-5 senza però più avvicinarsi al controbreak. Con la lancetta della benzina approssimativamente nei pressi del rosso, Berrettini assume sin dal primo quindici un piano tattico più spregiudicato.

Si tuffa a rete con risultati piuttosto modesti nel primo caso, si rimette in discussione con una prima vincente e arpiona il primo game sempre grazie ai primi tre colpi. Davidovich, che si lascia travolgere completamente dalla tensione, commette quattro errori piuttosto banali in un momento delicatissimo.

Nonostante un ace nel mezzo. La sensazione è ovviamente quella che Davidovich preferisca il ruolo della preda. Anche perché dopo il più scontato dei controbreak perde nuovamente in maniera assolutamente illogica la battuta e si ritrova sotto 1-4.

Sul 40-0 accusa un problema al ginocchio: riesce, sì, a muovere il punteggio, ma dopo l'intevento del fisioterapista - che tratta come può il problema - rientra e fa praticamente da spettatore nel turno di battuta del tennista azzurro.

Senza più praticamente possibilità di muoversi, il tennista spagnolo scivola sullo 0-40 e fa solamente in tempo ad annullare i primi due match point. Berrettini, che chiude con un lob, volta lo sguardo verso il box e si tocca la tempia. L'obiettivo quarti di finale è stato raggiunto per la terza volta negli ultimi quattro anni.

Us Open Davidovich Fokina
SHARE