Fabio Fognini ritrova Rafa Nadal: una storia di imprese e di polemiche

Un rapporto non semplice con una leggenda vivente del gioco, una storia fatta di clamorose imprese per il tennista di Arma di Taggia

by Alessandro Maggi
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Fabio Fognini ritrova Rafa Nadal: una storia di imprese e di polemiche

Nel secondo turno degli US Open, sul campo intitolato a Billie Jean King, Fabio Fognini ritroverà Rafael Nadal. Un rapporto non semplice con una leggenda vivente del gioco, una storia fatta di clamorose imprese per il tennista di Arma di Taggia.

Fabio Fognini-Rafael Nadal, i numeri

Quello di giovedì sarà il diciottesimo confronto tra Rafael Nadal e Fabio Fognini. 13-4 il dato a favore del maiorchino, che diventa 3-2 per l’italiano in quell’indimenticabile 2015.

Il primo sorriso per Fognini arriva infatti in quell’anno, nella semifinale di Rio: 6-1 di partenza per Nadal, quindi 6-2, 7-5 a ribaltare il match. Poche settimane dopo, a Barcellona, Fabio si ripete: secco 6-4, 7-6.

Quindi i trentaduesimi dello US Open. Indimenticabili. Nadal in controllo dopo il 6-3, 6-4 dei primi due set. Fognini, a fondo campo, impreca contro sè stesso, nervoso. Pare fuori dal match, soprattutto a livello mentale, come già accaduto in carriera.

Prima, e dopo. Lì, il cervello si spegne, la serenità improvvisamente esplode. Fabio alza il livello del suo gioco come mai in carriera forse. Sicuramente su quella superficie. 6-4, 6-3, 6-4 il ribaltone che sa di impresa.

Passeranno ancora quattro anni, e questa volta sarà davvero storia. Nella semifinale di Montecarlo del 2019 il tennista italiano vince 6-4, 6-2. Volerà in finale, arriverà alla conquista dell’Atp 1000: la vittoria italiana più prestigiosa dal Roland Garros di Adriano Panatta del 1976.

Dopo, due soli confronti, sempre vinti dal maiorchino: a Montreal nel 2019 e in Australia nel 2021.

Le polemiche e le punzecchiature

Storie diverse, tennisti diversi, caratteri diversi. Poco da dire, Rafael Nadal e Fabio Fognini hanno sempre avuto un rapporto controverso.

“Fumino” il ragazzo di Arma di Taggia, a volte altezzoso il fenomeno spagnolo. Era il 2015, finale di Amburgo, quando infastidito dai consigli ad alta voce dello zio Toni Fabio urlò un «Mi hai rotto le palle» al rivale.

Pochi giorni dopo la risposta, a spegnare il tutto: «Capita di avere dei punti di vista diversi su ciò che succede sul campo da tennis, e in alcuni casi è meglio così. E’ una cosa solo tra me e Fabio».

Nel 2021 Nadal precisa: «Abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto», ma è fresca la polemica dopo le imprese del maiorchino a Wilbledon nonostante i tanti problemi fisici dei mesi precedenti. In una storia su Instagram Fognini scrisse: «Ragazzi, smettetela di credere a ciò che leggete, per favore» sotto un articolo in cui si sottolineava il successo «da infortunato» di Nadal su Taylor Fritz.

Poi la riparazione: «Cari amici giornalisti, tengo a precisarvi con queste due semplici righe che mai e poi mai ho fatto riferimento a un campione come Rafa. E mai me lo potrei permettere». Storie, quel che conta è la sostanza.

Fabio, a New York, regalò contro Nadal una delle più belle prestazioni della sua carriera. Si riparte da lì.

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