Us Open - Medvedev infrange il sogno Grande Slam di Djokovic. Il russo nella storia



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Us Open - Medvedev infrange il sogno Grande Slam di Djokovic. Il russo nella storia

Lo abbiamo visto nella schiera degli Dèi. Rimanere intoccabile, perfetto. Distruggere qualsiasi record, fagocitare qualsiasi avversario, vincere tutto. Eppure, per rivelare al mondo di essere umano, Novak Djokovic contro qualsiasi regola della logica ha scelto il più importante degli appuntamenti.

Quello con la storia. Nella partita per il Grande Slam, il campionissimo serbo ha fatto quello che ha potuto. Poco, nella stragrande maggioranza dei casi. Reduce da un torneo piuttosto faticoso - e da una sfida ad alta intensità con Alexander Zverev, che gli aveva impedito di giocarsi la medaglia d'oro a Tokyo - il venti volte campione Slam si è lasciato incastrare dalla tensione e dalla stanchezza.

Ma soprattutto da un avversario pratiacmente perfetto. Daniil Medvedev - già finalista sul cemento di Flushing Meadows nel 2019 e reduce da quella in Australia nel 2021 - spezza sul Centralone degli Us Open il sogno del serbo con un 6-4 6-4 6-4 che costruisce in poco più di centoventi minuti di gioco.

Macchiato in parte solo solo da un brivido nel finale. Medvedev diventa quindi il nono campione Slam differente negli ultimi nove anni, il primo a portare la bandiera russa sul muro dei campioni dal 2005 e ovviamente il primo a riuscirci sul cemento di New York dal 2000.

Djokovic rimane a quota 20 insieme a Roger Federer e a Rafael Nadal. Di chance per vincere altri Slam ne avrà sicuramente altre... di chance per vincerli tutti quanti nello stesso anno forse no. Il tempo, come sempre, sarà però galantuomo.

La partita

Un set in un game. Il primo, per essere più precisi. Il russo - che recupera due quindici di svantaggio - si accomoda sul 40-40, costringe Djokovic a cambiare lato con il rovescio e soprattutto sfrutta la prima palla break a disposizione con una splendida risposta di rovescio.

Il resto? Un contorno del tutto necessario. Il numero due del blocco vince il 100% dei punti con la prima palla, arricchisce il bottino con 8 ace e soprattutto lascia per strada con il servizio a disposizione tre punti. In un caso - sul 5-4 30-0 - commette un doppio fallo.

Djokovic, condizianato ovviamente dalle circostanze, tenta addirittura di affacciarsi nei pressi della rete nel tentativo di dare meno punti di riferimento. Esercizio che come nella logica delle cose non porta risultati concreti.

In un gioco fatto quasi eslusivamente di dettagli, e di sensazioni, gli episodi risultano spesso decisivi. Ecco. Dopo un turno di battuta praticamente impeccabile, probabilmente il primo, Djokovic si ritrova sullo 0-40 nel turno di risposta immediatamente successivo.

Medvedev, per la prima volta frettoloso, perde il controllo del rovescio, sporca il taccuino con un doppio fallo e soprattutto non riesce a scardinare la prima (vera) difesa di Djokovic da fondocampo. Recuperato lo svantaggio, Medvedev ha bisogno degli straordinari anche per annullare le due successive palle break.

Manco a dirlo si presenta a rete nel primo caso e pizzica il lungolinea con il rovescio con il peso del corpo completamente indietro. Djokovic accusa completamente il colpo, si presenta sul 2-2 con un doppio fallo e si ritrova sul 15-40 con due errori piuttosto grossolani da fondocampo.

Il serbo cancella la prima palla break grazie al sostegno del servizio, ma si lancia nuovamente a rete sul 30-40 senza un vero e proprio piano. A Medvedev basta un passante 'nei piedi' per acciuffare il secondo break del match.

E ovviamente per consolidare il vantaggio fino alla fine. Come sul mattone rosso di Parigi, Djokovic riparte dallo 0-2 in una finale Slam. Le circostanze sono però completamente differenti. Il serbo non trova armi sufficientemente valide per rimanere in scia e soprattutto tenta di snaturarsi nel tentativo di dare un senso alla giornata.

O quanto meno di limitare i danni. Forte del vantaggio accumulato in avvio, Medvedev non concede tregua. Anzi. Ricopre il ruolo del piglia-tutto negli scambi prolungati, piazza un secondo break e si trascina sul 4-0 senza particolari difficoltà.

Djokovic, personaggio incredibilmente riluttante alla sconfitta, in qualche modo prova a rimanere appicicato alla partita. Medvedev - che confonde la prima con la seconda - si procura il primo match point sul 5-2, ma spreca tutto con due doppi falli in fila e rimette in qualche modo il campionissimo serbo in scia.

Djokovic tenta di condensare la stragrande maggioranza delle attenzioni proprio nel corso del decimo game, a un passo dal baratro. Chissà come dev'essersi sentito il più grande di tutti ad avere per la prima volta il tifo a favore e a non vincere.

Insomma: Medvedev non trova la prima, ma armi sufficientemente valide per spingersi sul 40-15 sì. E nonostante un doppio fallo porta a termine la faccenda. Photo Credit: Getty Images