Us Open - Rivoluzione 2002: storica finale tra Raducanu e Fernandez



by   |  LETTURE 1719

Us Open - Rivoluzione 2002: storica finale tra Raducanu e Fernandez

Proviamo a dare i numeri. A 18 anni e 300 giorni Emma Raducanu è diventata la prima qualificata della storia a raggiungere la finale sul cemento di Flushing Meadows. Record senza un padrone anche in campo maschile. Per ritrovare una britannica al 'championships match' sul cemento newyorkese bisogna tra le altre cose riavvolgere il nastro al 1968 e rispolverare dagli archivi Virgina Wade, poi campionessa grazie al successo ai danni di Billie Jean King.

Insomma, dopo aver lasciato per strada ventidue game a cavallo tra primo turno e quarti di finale, la teenager britannica non apporta particolari modifiche al copione neanche contro Maria Sakkari. Anzi. La tennista greca - che fa inizialmente in tempo solo a smuovere lo zero dalla casella dei game - riesce in qualche modo a rendere il passivo accettabile nel secondo.

Anche se ha bisogno di cancellare palle per il doppio break sia sul 3-1 che sul 4-2. Il 6-1 6-4 che matura alla soglia degli ottanta minuti di gioco lascia in realtà poco spazio alle interpetazioni. Qualora fosse necessario ricordarlo, solo la georgiana Mariam Bolkvadze nel tabellone a cadetto è riuscita a superare il taglio dei quattro game in un set contro la diciottenne britannica.

Ovviamente a un passo dalla storia e ai piedi della Top 30.

Fernandez batte Sabalenka: ecco la finale che non ti aspetti

Finita qui? Macché. Una finale così 'giovane' sul cemento di Flushing Meadows non si vedeva dal 1999.

In quel caso a centrare il traguardo erano state Martina Hingis e Serena Williams. Reduce dai successi ai danni di Naomi Osaka, Angelique Kerber ed Elina Svitolina, la diciannovenne Leylah Fernandez annota anche Aryna Sabalenka (numero due del seeding) sul taccuino delle vittime settimanali.

La canadese, che recupera un break di svantaggio nel corso della prima frazione e che spezza gli equilibri nel corso del jeu decisif, contiene soprattutto il tentativo di rimonta della bielorussa nel deciding set. Il quinto che si ritrova a giocare.

Manco a dirlo dilapida un vantaggio di 4-2 e acchiappa il break decisivo nel decimo game: emblematico alla soglia delle due ore e trenta di gioco il 7-6(3) 4-6 6-4 che appare sul tabellone luminoso. Photo Credit: Getty Images