Us Open - Thiem piega Medvedev, Zverev rimonta Carreno: la finale è servita



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Us Open - Thiem piega Medvedev, Zverev rimonta Carreno: la finale è servita

Da Melbourne Park a Flushing Meadows senza apportare particolari modifiche al copione. Per Dominic Thiem quella contro Alexander Zverev sarà la seconda finale Slam consecutiva sul cemento. Non male per uno che fino a una manciata di anni fa aveva la targhetta del “terraiolo” sulle spalle.

Il talento austriaco batte Daniil Medvedev dove di solito Daniil Medvedev non si batte. Il russo – condizionato da una giornata poco-felice con la battuta – non trova delle alternative valide da fondocampo, si lascia travolgere mentalmente e fisicamente dalle circostanze, manco a dirlo spreca tutte le chance che si procura a cavallo tra il secondo e il terzo set.

Il 6-2 7-6(7) 7-6(5) racconta quasi tutto. Tra meno di quarantotto ore avremo il primo campione Slam nato negli anni novanta. Il primo diverso da Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic proprio dagli Us Open del duemilasedici.

Medvedev fatica a nascondere la stizza nel corso di un primo set che vede scivolare via nel sesto game. A risultare decisiva è una controversia con il giudice di sedia Dumusois. Il russo, che riesce a riordinare le idee e a cucire un minimo gap in avvio, schizza fino al 5-3 0-30 (sul servizio di Thiem) ma manca di lucidità quando ha sul piatto corde la chance per pareggiare i conti.

Thiem, bravo a rimanere sempre in scia, risponde alla prima chiamata, cancella complessivamente cinque palle break nell'undicesimo game e trova un rifugio piuttosto sicuro nel jeu decisif. Si salva sul 5-6 con una prima di servizio esterna e sfrutta soprattutto sul 7-7 una scelta scellerata dell’avversario, che decide di liberarsi dello scambio con una palla corta.

Pronti, via, Medvedev schizza sul 3-0, si procura una chance per il 5-1 e serve inutilmente per il set sul 5-3. Thiem rientra in carreggiata, si spinge per una seconda volta al tie break e con un mega-parziale di 5-1 incassa praticamente la vittoria alla soglia delle tre ore di gioco.

Rimontone Zverev: Carreno Busta si arrende al quinto

Non aveva mai ricucito uno svantaggio di due set. Verrebbe da dire che momento migliore non poteva sceglierlo. Alexander Zverev ha risolto la pratica contro Alexander Zverev, poi quella contro Pablo Carreno Busta.

Fortunato, sì, ma alla seconda presenza tra i primi quattro a Flushing Meadows con merito. Il tennista spagnolo ha accarezzato il sogno dopo una novantina di minuti scarsi (con un 6-3 6-2 da custodire) prima di subire la rimonta del teutonico.

Definire quella di Zverev una reazione, date le circostanze, potrebbe comunque risultare riduttivo. Dopo due set da incubo – conditi da trentasei errori non forzati e dal 30% scarso di punti con la seconda palla – “Sascha” si mette più semplicisticamente a giocare.

Con un break in apertura di terzo e uno in apertura di quarto (che ha in qualche modo bisogno di certificare per il vantaggio) il tedesco riesce a spingersi fino al deciding-set senza particolari difficoltà. Il quinto, in un contesto decisamente povero di tensione, è un contorno del tutto necessario.

Zverev traccia la differenza in avvio, completa la rimonta con l'ausilio del servizio e chiude sul 3-6 2-6 6-3 6-4 6-3 alla soglia delle quattro ore di gioco. Sarà il finalista Slam più giovane da Novak Djokovic dal 2010 (che proprio sul cemento di Flushing Meadows avrebbe giocato la seconda) una bella responsabilità, no? Photo Credit: Getty Images