Us Open - Azarenka da impazzire, battuta anche Serena Williams. Sarà finale con Osaka



by   |  LETTURE 2011

Us Open - Azarenka da impazzire, battuta anche Serena Williams. Sarà finale con Osaka

Sarebbe stata la finale del Premier V di Cincinnati, primo appuntamento nella “bolla” di New York. Sarà soprattutto la finale dello Us Open. Difficilmente rivedremo Naomi Osaka optare per il forfait. La giapponese, spinta da motivazioni estranee al tennis, dopo un percorso quasi-netto ha annotato sul taccuino delle vittime anche Jennifer Brady (vera e propria rivelazione di questa ripartenza) con una splendida Viktoria Azarenka che ha invece negato a Serena Williams l’appuntamento con la trentaquattresima finale Slam.

L’ossessione per la ventiquattresima-perla potrebbe dunque rimanere tale. Inutile nascondersi. Pensavamo un po' tutti che il meglio fosse spalle. Che "Vika" non avesse più un colpo in canna. Errore. Nell’atto numero ventiquattro della saga con Serena (il quarto con l’Arthur Ashe sullo sfondo) la trentunenne bielorussa rimedia a una partenza incubo – condita da una bassissima percentuale di punti con la prima palla e soprattutto da quattordici errori non forzati – ma cancella anche una pericolosissima palla break in avvio di secondo.

Apporta delle importanti migliorie al piano tattico, elimina gli errori non forzati dal progetto, tocca tutti gli angoli con il dritto e soprattutto lascia la miseria di ventuno punti per strada con la battuta a disposizione a cavallo tra il secondo e il terzo set.

Serena, senza delle reali armi a disposizione e con la lancetta della benzina prossima allo zero, aspetta semplicemente la conclusione. Finisce 1-6 6-3 6-3 alla soglia delle due ore di gioco. Azarenka (ormai all'undicesimo successo consecutivo nella "bolla" di Flushing Meadows) riproverà a vincere uno Slam sette anni dopo il secondo.

Sette anni dopo la finale a New York: persa, guarda caso, proprio contro Serena.

Osaka "di ghiaccio"

Come nella logica delle cose, date le circostanze, quella tra Osaka e Brady (una imbattuta nella "bolla" di New York, l'altra con un bottino di dieci vittorie nelle precedenti undici partite) si rivela una partita incredibilmente equilibrata.

In un primo set senza break, un unicum nel circuito femminile, la nipponica riesce a fare la differenza nel jeu decisif con un mega-parziale di 7-1. La statunitense - che vince praticamente tutti i punti con la prima palla e che si affaccia nei pressi della rete spesso e volentieri nel tentativo di non dare punti dei punti di riferimento - assesta invece la spallata decisiva sul 4-3 e alla prima opportunità utile non sbaglia.

Il terzo set, una conseguenza logica, si assesta alla fine su dei binari ben precisi praticamente nell'orario di partenza. Osaka, brava a spezzare gli equilibri alla prima opportunità utile, gestisce con più ordine gli scambi da fondocampo, flirta con il secondo break sul 4-1 e nonosta qualche problema con il lancio di palla chiude sul 7-6(1) 3-6 6-3.

Sul "Centralone" di Flushing Meadows, che ha ormai fatto diventare una seconda casa, la giappinese giocherà la terza finale Slam in carriera. Photo Credit: Getty Images