Andy Murray preoccupato dall'ipotesi della quarantena obbligatoria post UsOpen



by   |  LETTURE 797

Andy Murray preoccupato dall'ipotesi della quarantena obbligatoria post UsOpen

Andy Murray è forse il tennista che ha più di tutti voglia di giocare. Nonostante i problemi infiniti all’anca che lo hanno tormentanto per anni, portandolo anche all’idea del ritiro, l’amore verso il tennis lo ha convinto a rimettersi in gioco e sfidare quelli che sono stati i suoi avversari nei periodi in cui giocava per la vittoria di uno Slam o un Masters 1000.

Il tennista scozzese sembra essere intenzionato a giocare sia il Masters 1000 di Cincinnati che gli Us Open che si giocheranno entrambi a New York. In più l’ex numero uno del mondo vorrebbe provare a presentarsi anche al Roland Garros nonostante non abbia testato le reazioni del suo fisico ai campi in terra.

Ma quello che preoccupa Murray non è la sua tenuta atletica o il rischio infortuni, quanto il rischio di dover fare un periodo di quarantena subito dopo aver partecipato agli Us Open. Questa ipotesi infatti metterebbe in dubbio la sua eventuale partecipazione agli Open di Francia.

Motivo per cui il classe ’87 vorrebbe che si facesse chiarezza in merito ai protocolli sanitari che i tennisti dovranno rispettare a cavallo fra un torneo e l’altro, specie se si gioca in continenti diversi.

Andy Murray : "Speriamo di non dover fare la quarantena dopo gli Us Open"

Murray infatti ha sollecitato le autorità a garantire esenzioni di quarantena per tutti i tennisti che tornano dagli USA dopo aver partecipato ai tornei che si terranno al Billie Jean King National Tennis Center e permettere loro di prepararsi per il Roland Garros.

"La mia speranza è che questo problema venga risolto prima di andare in America, ma sappiamo bene che le cose possono cambiare nei prossimi giorni", ha detto Murray ai giornalisti. “Speriamo che prima di partire, i giocatori avranno la certezza che, quando torneranno dall'America, non dovranno mettersi in quarantena per due settimane”, ha aggiunto lo scozzese.

“Se invece dovessero obbligarci a fare la quarantena post US Open, significherebbe arrivare a Parigi la domenica prima dell'inizio degli Open di Francia e scendere in campo lunedì. Una cosa del genere non potrebbe funzionare", ha concluso il tre volte vincitore Slam.