Barty dice no agli Us Open: “Ci sono ancora rischi, non sono a mio agio”



by   |  LETTURE 576

Barty dice no agli Us Open: “Ci sono ancora rischi, non sono a mio agio”

L’australiana Ashleigh Barty, attuale numero uno delle ultime classifiche mondiali, ha vinto l’edizione 2019 del Roland Garros e le WTA Finals dello stesso anno. Semifinalista anche agli Open d’Australia, la giovane ha conquistato un totale di 8 titoli in carriera di cui l’ultimo ad Adelaide, lo scorso gennaio.

Eccellente anche in doppio, in questa specialità ha trionfato agli Us Open 2018 ed ha fatto finale in tutti gli altri tornei del Grand Slam. Quest’anno, a causa dell’emergenza Covid-19, l’australiana ha deciso di non partecipare alla prossima edizione del Major statunitense.

Ashleigh Barty: "Ho ancora paura del virus"

Lo scorso anno, a New York, Barty è stata fermata nel quarto turno dalla cinese Wang Qiang in due set. Parlando poche ore fa con l’Herald Sun, Ashleigh ha annunciato: “Io ed il mio team abbiamo deciso quest’anno di non andare negli Stati Uniti per il Western & Southern Open di Cincinnati né per gli Us Open.

Amo entrambi gli eventi e per questo è stato molto difficile giungere a questa conclusione, ma ci sono ancora dei rischi importanti legati all’emergenza Coronavirus e non mi sento a mio agio nel mettere il mio team e me stessa in una posizione come questa.

Auguro il meglio alla USTA per i tornei e non vedo l’ora di tornare negli Stati Uniti il prossimo anno”. Detentrice dell’ultima edizione del Roland Garros, Barty non ha troppo nascosto di nutrire dei dubbi anche riguardo lo Slam transalpino: “Prenderò la mia decisione sull’Open di Francia e sugli appuntamenti europei WTA nelle prossime settimane”.

Quest’anno, a Melbourne, Barty è stata sconfitta in semifinale dalla futura campionessa Sofia Kenin con il punteggio di 7-6 7-5. Oltre al successo di Adelaide, Ashleigh ha anche raggiunto la semifinale a Doha, in Qatar, superata stavolta dalla ceca Petra Kvitova in tre set. Ad oggi, i casi di contagio da Coronavirus hanno ufficialmente toccato quota 17 milioni, con i decessi oltre i 660 mila.