Us Open - Nadal non fa sconti, battuto Berrettini. Il 19° Slam è a un passo


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Us Open - Nadal non fa sconti, battuto Berrettini. Il 19° Slam è a un passo

Alcune sconfitte fanno meno male di altre. Alcune sconfitte, in fondo, sono addirittura necessarie. Matteo Berrettini non sfigura alla prima semifinale in carriera in uno Slam. Anzi. Contro Rafa Nadal - presumibilmente il miglior Rafa Nadal del torneo - il primo set lo gioca praticamente alla pari.

Alla fine il campionissimo spagnolo trova il modo per annullare due set point nel tie break, spezzare gli equilibri nel cuore del secondo e completare l'opera con un roccioso 7-6(6) 6-4 6-1. Nella ventisettesima finale Slam in carriera, la quinta a New York e la terza quest'anno, avrà di fronte Daniil Medvedev.

Che quest'estate ha peraltro già battuto a Montreal. É comunque un primo set di rara bellezza. Per qualità e intensità. Nonostante uno svantaggio piuttosto evidente sulla diagonale sinistra (dove produce la stragrande maggioranza degli errori non forzati) Berrettini rispetta il piano tattico in maniera praticamente perfetta.

Cancella complessivamente sei palle break a cavallo tra il secondo e il decimo gioco, resiste al continuo pressing dell'avversario da fondocampo, utilizza la palla corta con intelligenza nel tentativo di non dare grossi punti di riferimento.

Peraltro con risultati ottimi. Di vere chance in risposta non ne ha, anche se in due occasioni si trascina sul 30-30, il tie break si rivela allora il rifugio più confortevole. Per misurare il livello di tensione di Nadal, che vince una quantità di punti enorme con la prima palla, è sufficiente registrare il doppio fallo in avvio.

Si può in qualche modo misurare anche il livello di agonismo del campionissimo spagnolo, soprattutto quando è a un passo dal baratro. Berrettini si porta infatti sul 4-0 e con lo schema servizio-drop-volée sul 6-4. Nadal, evidentemente allergico alla sconfitta e a tutto quello che ne consegue, ricuce lo svantaggio con una prima vincente e ribalta completamente la situazione.

Chiude con quattro punti consecutivi, rompe il conflittuale rapporto con le palle break nel settimo gioco e fa valere la maggiore esperienza. Berrettini, che di modi per rientrare poi non ne trova, fa quel che può. Non molla, ma manca di lucidità nelle scelte tattiche e cala drasticamente anche con la seconda palla.

Di punti con la battuta a disposizione, tanto per dare un'idea, Nadal ne perde appena cinque a cavallo tra secondo e terzo set. Il terzo ha comunque le sembianze di un buon allenamento agonistico per Rafa (che il break decisivo lo acciuffa in avvio e lo consolida nel finale) libero mentalmente e conseguentemente inavvicinabile negli scambi da fondocampo: Berrettini fa solo in tempo a smuovere lo zero dalla casella dei game, ma si prende l'applauso dell'Arthur Ashe.

Finisce quindi in semifinale la straordinaria avventura newyorkese dell'azzurro, il primo da Barazzutti nel 1977 a spingersi così avanti, adesso ai piedi dei primi otto nella Race. Photo Credit: Forbes