Trungelliti:"Se accettiamo la corruzione nel tennis non la fermeremo mai"


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Trungelliti:"Se accettiamo la corruzione nel tennis non la fermeremo mai"

Di Marco Trungelliti il grande pubblico ha cominciato a discutere solo durante il Roland Garros del 2018. Eliminato dalle qualificazioni, ripescato come Lucky Loser all’ultimo istante e quindi tornato in macchina da Barcellona, dove abitava, con tutta la famiglia al seguito.

Per poi vincere il suo incontro di primo turno contro Bernard Tomic. Marco Trungelliti è anche, soprattutto, un giocatore che ha visto la sua carriera e la sua vita nel mondo del tennis diventare impossibile da quando ha scoperchiato l’ipocrita vaso di Pandora sul cancro delle scommesse e il match-fixing.Inevitabile che le domande al giocatore vertano sempre su quest’argomento.

Inevitabile che lo siano state anche agli Us Open, dopo la sua sconfitta per ritiro contro Key Nishikori. Le risposte del giocatore argentino sono eloquenti: “bisognerebbe punire molti allenatori che sono in giro qui in questo torneo ( Us Open).

Tutti sanno che sono coinvolti e nessuno fa nulla, continuano a trattarli come se non succedesse nulla quando sanno per certo che combinano partite da molto tempo. Stesso discorso per i giocatori”.Trungelliti ribadisce che continuerà a denunciare la corruzione nel mondo del tennis.

“L’ho sempre detto e continuerò a dirlo. Preferisco 20 mila volte morire prima far parte in qualche modo di questi atti di corruzione. Perché se alla fine le cose non vengono dette, se non ci fermiamo e finiamo con l’accettare la corruzione senza combatterla e tutti rimangono in silenzio, è un disastro”.