Tomas Berdych: "Non vorrei ritirarmi, il tennis è una droga per me"



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Tomas Berdych: "Non vorrei ritirarmi, il tennis è una droga per me"

Sembra non trovare pace, Tomas Berdych. Dopo la sconfitta contro Jenson Brooksby al primo turno degli Open Usa, partita che l’ha visto sofferente e impossibilitato quasi a muoversi, il giocatore si confida ad un giornale ceco.

E lascia trasparire i peggiori presagi: “Non voglio dare valore all’ultima partita, ho cercato solo di non ritirarmi, mettendoci tutta la mia forza di volontà. E’ terribile. Vedere come si ripresenta di nuovo un problema fisico.

Mi fa molto male l’anca, non mi passa il dolore, trovo quasi impossibile flettermi e piegarmi, questo non ha senso”. Berdych continua, quasi afflitto: “Ho lottato molto negli ultimi mesi, mi sono allenato duramente per tutta l’estate ed ero fiducioso che avrei raccolto i frutti di tutto quel sacrificio.

Sono venuto a New York con serie aspirazioni, forse è per questo che mi sento particolarmente ferito e le uniche cose che mi vengono in mente sono decisioni drastiche e negative”. Tomas riflette un attimo e poi si lascia andare: “Cercherò di calmarmi, non voglio prendere decisioni affrettate.

Adoro il tennis, è come una droga per me, non c’è nulla nella vita che mi faccia provare le sensazioni che sento quando sono in campo. Mi piacerebbe essere di nuovo in salute e divertirmi, ma i miei piani futuri sono improvvisamente svaniti”.

Berdych continua, davanti ai giornalisti cechi stupiti e rassegnati: “Non è realistico pensare di poter giocare ancora ad un buon livello, dovrebbe cambiare tutto, la cosa peggiore e non so cosa fare per cambiare, non dipende da me.

Un’operazione mi lascerebbe fuori per cinque mesi e la percentuale che abbia successo è del 50%. Probabilmente questo è il mio ultimo Grand Slam”