Us Open: Sinner da urlo, è già in tabellone! Peccato per Lorenzi


by   |  LETTURE 4315
Us Open: Sinner da urlo, è già in tabellone! Peccato per Lorenzi

Avevamo già pronto il titolo, o almeno l'attacco dell'articolo. Per festeggiare la doppia qualificazione di Jannik Sinner e Paolo Lorenzi al main draw dello Us Open avremmo rispolverato una vecchia canzone dei Nomadi, “Un vecchio e un bambino”.

Sarebbe stata perfetta per festeggiare un uomo di quasi 38 anni e un ragazzo appena maggiorenne, così diversi eppure con più punti in comune di quanto sembri, a partire dalla base nella stessa accademia, quella gestita da Riccardo Piatti a Bordighera.

Invece, mannaggia, ci si è messo Jiry Vesely. Il talentuoso ceco ha rovinato i progetti di “Paolino”, che sognava di acciuffare il tabellone principale laddove, un paio d'anni fa, aveva ottenuto il miglior risultato della sua splendida carriera: un ottavo di finale contro Kevin Anderson (futuro finalista).

A parte la delusione per la sconfitta, sembra che il nuovo lavoro di Lorenzi, con maggiore attenzione alla qualità e al riposo, stia dando i frutti sperati. Qualche settimana fa, nessuno avrebbe immaginato di trovarlo a un soffio dal main draw dello Us Open.

Nei Challenger estivi sul rosso la palla viaggiava poco, e le sue gambe-motorino erano costrette a rincorrere come ai vecchi tempi, con tanta usura nel motore. Invece ha vinto due ottime partite e ha dato tutto nel 6-4 5-7 7-6 che ha spinto il ceco in tabellone.

Sotto 6-4 5-3, in una partita colma di game combattuti, ha trovato lo slancio per intascare quattro giochi di fila e spingere il match al terzo. Visto che Vesely non è esattamente un cuor di leone, si pensava che alla distanza l'avrebbe spuntata Paolo.

Invece il ceco è ripartito forte (3-1 per lui), prima di incassare l'ennesima rimonta di un indomabile Lorenzi. Il match si è trascinato al te-break, con l'azzurro che ha avuto due enormi chance sul 5-5, due palle break che lo avrebbero spinto a servire per il match.

Ha perso un eterno game di 14 punti, ha trovato il 6-6 ma poi ha ceduto piuttosto nettamente. Peccato: sarebbe stata l'apparizione numero 32 nel tabellone principale di uno Slam. Però le sensazioni sono buone, e c'è da credere che possa ancora sperare di ritrovarsi lassù, magari già a partire dall'Australian Open.

Adesso si prenderà qualche giorno di vacanza a casa (ormai risiede negli Stati Uniti, a Sarasota), poi tornerà in Europa per giocare qualche Challenger sulla terra battuta (compresa la tappa di Firenze, a pochi chilometri dalla natia Siena).

L'obiettivo, ovviamente, è raccogliere punti e fiducia. Al contrario, sembra inarrestabile la scalata di Jannik Sinner. Il baby altoatesino era il più giovane iscritto alle qualificazioni e, senza colpo ferire, è diventato il più giovane nel main draw.

Aveva rischiato grosso (con tanto di matchpoint annullato) al turno precedente, contro Viktor Galovic (avversario che gli aveva già dato fastidio in passato, con il quale ha anche condiviso degli allenamenti), mentre è stato quasi perfetto (7-6 6-0 lo score) contro Mario Vilella Martinez, classe 1995 e n.202 ATP, arrivato un po' a sorpresa al terzo turno.

A seguire il match c'era Claudio Pistolesi, che oggi svolge un'attività di successo negli Stati Uniti, e il suo commento è stato eloquente: “Credo che centrerebbe perfettamente la palla anche se fosse bendato”.

Contro lo spagnolo (che un mese fa ha vinto il Challenger di Praga, ma deve buona parte della sua notorietà a uno scatto d'ira, con racchetta disintegrata in mille pezzi, dopo una sconfitta al torneo di Shymkent), ha gestito alla grande l'unico momento di difficoltà: brekkato l'avversario al settimo game, ha avuto un passaggio a vuoto al momento di servire per il set.

Da tie-break in poi è stato implacabile: lo ha vinto 7-1, poi ha rifilato un cappotto nel secondo, cedendo appena nove punti. A 18 anni e spiccioli, dunque, Sinner giocherà il suo primo main draw Slam. Un risultato straordinario per un ragazzo che appena 7 mesi fa era un perfetto sconosciuto, e le cui frasi dello scorso autunno ("nel 2019 vorrei vincere un paio di Challenger”) sembravano un tantino esagerate.

Invece era stato fin troppo prudente. A questo punto, chiudere l'anno tra i top-100 ATP sembra l'obiettivo minimo. Intanto si godrà lo Us Open, in cui va a ingrossare la pattuglia azzurra già forte di Fognini, Berrettini, Sonego, Cecchinato, Seppi e Fabbiano.