Us Open - Nadal d'acciaio: al tappeto un meraviglioso Thiem


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Us Open - Nadal d'acciaio: al tappeto un meraviglioso Thiem

Il capitolo numero XI è un trattato di strategia militare. È arte della guerra. Arthur Ashe è il nome del primo terreno di battaglia che non sia di colore rosso, New York l'appellativo dello spettatore algido e indifferente che vigila. Quello di Rafael Nadal, però, un vero e proprio capolavoro. Alla soglia delle cinque ore di gioco, il maiorchino abbatte la meravigliosa resistenza di Dominic Thiem. Un Thiem da 74 winners e 18 ace. Il numero uno del mondo rifiuta la sconfitta in ogni circostanza. A tratti, però, nemmeno la contempla. Anche se nella prima frazione inaugurale non smuove lo 0 dalla casella dei game e anche se sul 5-5 nella quinta frazione non sfrutta tre palle break. Alla fine sono due smash a fare la differenza. Entrambi nel tie break. Nadal non lo sbaglia, Thiem sì. Ma quella dell'austriaco è comunque una prestazione-monstre. Probabilmente la migliore sul cemento in carriera. Finisce 0-6 6-4 7-5 6-7(4) 7-6(5). A Nadal tocca Del Potro. Come nel 2009, come nel 2017. Il bilancio, in semifinale, è perfettamente pari. 

I numeri non sono in grado di esemplificare la consistenza, la bellezza, la varietà. Non considerano il fattore talento. Al primo test-match sul cemento contro Nadal - che è anche il primo dalla finale a Parigi - Thiem esagera. Domina tatticamente e tecnicamente, giganteggia con la battuta a disposizione, praticamente non sbaglia. Il solo primo game - che arpiona con tre vincenti - fotografa in maniera estremamente accurata la situazione. Nadal tentenna, spinge poco, spinge male.  Perde campo in ogni circostanza. Thiem ha tutto il tempo per preparare i colpi, per affondare con il dritto, per costruire in 24 minuti un clamoroso 6-0. Il quindicesimo nella carriera di Nadal. 

Thiem non ha immediatamente la lucidità per capire, limare e migliorare i difetti di un tennis estremamente aggressivo né tanto meno la freddezza per gestire le dinamiche di un primo set mostruoso. Anzi. Nel tentativo (piuttosto malsano) di non adottare nessuna modifica al piano tattico manca di personalità. Anche perché Rafa reagisce con rabbia, ritrova gli automatismi da fondocampo e gestisce bene i game di servizio.  L'austriaco perde paradossalmente più punti al servizio nell'ottavo game che in tutto il primo set. E anche se rimargina immediatamente il gap - grazie a un erroraccio di Nadal sul 30-30 - si irrigidisce. Al traguardo ci arriva con il quadruplo degli errori non forzati e la metà dei punti con la prima palla. Nadal sente l'odore del sangue e non sbagli: alla seconda opportunità utile (anche se in risposta) pareggia i conti. 

Situazione numero uno: Thiem prova a fare il Nadal. Soprattutto in risposta. Il primo break lo accarezza nel quinto game e lo arpiona nel settimo. Recuperando in un caso da 40-0 e in un altro da 40-15. Nadal - che di chance ne offre complessivamente due - alla fine non riesce a contenere una stratosferisca risposta di rovescio. 

Situazione numero due: Nadal fa il Nadal. Il maiorchino accetta con stizza lo svantaggio. La sconfitta, comunque, nemmeno la contempla. Chiamato a rispondere per rimanere nel set, schiaccia persino sul tasto reset. Thiem contribuisce comunque alla causa (con un doppio fallo sul 15-30) perdendo presumibilmente l'occasione più grande nella nottata newyorkese. Rafa rimargina il gap, mette la testa avanti e prepara l'affondo. Riemerge dal 40-30 con due perle di rovescio, annulla una palla game, ottiene un terzo set point. Poi sfrutta un tragicomico errore nei pressi della rete dell'avversario sulla quarta parità e di sola tigna chiude - 7-5 - con un mega-parziale di 4-0 sulle spalle.

Nadal ha il compito di chiudere, Thiem quello di resistere. L'austriaco - che è il primo a offrire chance di break - è allora anche il primo a mettere la testa avanti e a premere sull'acceleratore. Il maiorchino cancella poi altre due pericolosissime opportunità all'avversario nel quinto game e solo nel cuore della frazione rimargina il gap. Rischia anche  sul 4-4 con una pessima scelta al volo sul 30-30 e sul 5-5 in circostanze praticamente identiche. Si salva (naturalmente in entrambi i casi) e al tie break trova un rifugio poco confortevole. Anche perché proprio ai piedi del tie break - e sempre sul 30-30 - sbaglia un facile tap-in nei pressi della rete. Thiem coglie le prime vere incrinature nel muro dell'avversario e con un mini-break in avvio gestisce la faccenda fino al 7-4

La battaglia si sposta su lidi estremamente scomodi. Il margine per sbagliare è disperatamente basso. Thiem - che cancella due palle break nel quinto gioco - ha comunque più benzina nel serbatoio, un pacchetto di soluzioni più vario, maggiore consapevolezza negli scambi prolungati. Ha addirittura la fortuna di servire per primo e di avere sul 5-4 la prima chance di chiusura. Sul 5-5, però, si ritrova sotto di tre quindici. In una situazione quasi disperata riesce a salvarsi con il servizio e a vincere un braccio di ferro straordinariamente complicato sul 40-40. Nadal serve complessivamente bene e nel tentativo di non dare punti di riferimento all'avversario non disdegna la via della rete. Il tie break non è più allora rifugio, ma giudice. Nadal non difende una manciata di mini-break, tenta di liberarsi con un rovescio lungolinea di uno scambio stremanete sul 4-4, si salva poi con il servizio. Di cuore, tigna, rabbia e talento riesce ad assesstare l'ultima e miracolosa spallata. Il match si gioca su due smash. Nadal attacca in uscita dal servizio e il primo (ed evidentemente unico) match point se lo procura proprio nei pressi della rete. Thiem, con lo stesso schema, non trova il campo. Finisce con un abbraccio. Difficile chiedere un epilogo più spettacolare.

Us Open, Quarti di Finale:

[1] R. Nadal b. [9] D. Thiem 0-6 6-4 7-5 6-7(4) 7-6(5)