US OPEN 2014 - IL PAGELLONE



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US OPEN 2014 - IL PAGELLONE

Marin Cilic voto 10 e lode Annienta i suoi avversari con un tennis sfavillante, gonfio di vincenti, stravincendo gli Us Open. Serve alla grande, corre veloce ma soprattutto gioca il diritto come mai prima in vita sua. Si rifà con gli interessi dopo la stupida squalifica di un anno fa, tramutando la rabbia in motivazione, dedizione, concentrazione: eccolo il vero doping, mentale e assolutamente legale.

Vendicatore

Kei Nishikori voto 9,5 Alla Chang, con poco a disposizione, s'intrufola nei piani alti del tennis mondiale. Buon senso tattico, corsa e discreto anticipo: queste le uniche armi a disposizione del giapponese, che tira fuori gli attributi a più riprese aggiudicandosi due maratone consecutive e approfittando dell'ombra di Djokovic in semifinale.

Cimice

Roger Federer voto 7- Quando la vittoria appariva già scontata e il paragone con Sampras sempre più calzante lui crolla, da perfetto umano quale è, nonostante ci si ostini a sognarlo ancora divino.

Può essere capace di tutto, in positivo come in negativo; ormai è così, Terno al lotto Novak Djokovic voto 7- Con la testa altrove. Il forfait di Nadal potrebbe aver tolto mordente alla sua performance, l'ormai prossima nascita del primogenito ha fatto il resto, azzerandone concentrazione e voglia.

In condizioni mentali appena sufficienti, questo Slam lo avrebbe vinto giocando il rovescio a una mano, cosa che avrebbe potuto fare anche Rafa senza il polso destro. Assente Andy Murray voto 6,5 Il sorteggio non lo aiuta, ma per qualità di gioco e propositività disputa il suo miglior Slam dell'anno.

Ora uscirà dalla top 10 e rischia grosso nella corsa alle Atp Finals, sarebbe un peccato non vederlo a Londra. Quasi Stan Wawrinka voto 6 Alterna colpi da fantascienza a banali errori. Difficile che ritrovi la continuità d'inizio anno, però almeno con lui in campo non ci si annoia mai.

Fromboliere Gael Monfils voto 7 Disputa uno dei migliori Slam in carriera ed è di gran lunga il miglior francese a Flushing Meadows. Per qualità tecniche e atletiche non può star fuori dai primi 10 giocatori del mondo.

Peccato per la capoccia. Divertente Tomas Berdych voto 5,5 Ricordo di avergli visto ribaltare un match solo una volta in carriera, per grazia concessa da Djokovic a Roma. Non ricordo di avergli mai visto cambiar tattica in corsa, quando le cose si mettono male.

Quando trova un ostacolo serio è una garanzia di sconfitta. Banale Dominic Thiem voto 6,5 Stavolta ruba la scena all'altro terribile under 21 Kyrgios, trovando il suo primo risultato di rilievo in uno Slam. Primo di una lunga serie.

Forte

Milos Raonic voto 5 Quando i match si fanno lottati si scioglie. Rimane il candidato principale a un futuro trono da numero 1 fra quelli della nuova generazione, per ora lo si nota più per la fascia da cestista fashion che per altro.

Statico Grigor Dimitrov voto 5 Scoordinato come non mai, non può pensare di salvare sempre la baracca grazie al miglioratissimo servizio. Non avrebbe dovuto neanche pensare di indossare una maglietta con quelle abominevoli macchioline nere.

Discontinuo

David Ferrer voto 4,5 Continua la sua inesorabile parabola discendente. Salvo acuti estemporanei non dà più la sensazione di essere una roccia, già dai primi turni. I tabelloni ringrazieranno.

Al tramonto Richard Gasquet voto 2 A inizio anno stentavo a capire in cosa Bruguera potesse aiutarlo, se non a giocare altri 2 metri più dietro la riga. Chissà, forse era davvero quello il suo obiettivo. Nel frattempo però la semifinale 2013 è già un lontanissimo ricordo, e la top 20 gli sta anche larga.

Ormai quasi scomparso dalle inquadrature televisive, fra poco su Chi l'ha visto? Fabio Fognini voto 1 Se le fa 'suonare' da uno che di mestiere non fa neanche il tennista. Una delle peggiori sconfitte in carriera, quella con Mannarino.

Alla Fognini, Inspiegabile Paolo Lorenzi voto 6,5 Vince la sua prima partita in un torneo del Grand Slam. Una soddisfazione in più nella sua onestissima carriera. Finalmente Simone Bolelli voto 6 Conferma i progressi degli ultimi mesi.

Il suo torneo sarebbe potuto magari continuare se solo Pascal Maria avesse bevuto un bicchiere in meno. Comunque è quanto basta per preparare il sorpasso nel ranking e nelle gerarchie Davis nei confronti di un Seppi (voto 5,5) ormai anche matematicamente semplice top 50 Senza Pretese. Pronto