Boris Becker chiede l'immunità diplomatica per difendersi dalla bancarotta


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Boris Becker chiede l'immunità diplomatica per difendersi dalla bancarotta

Il tre volte campione di Wimbledon Boris Becker vuole cercare di utilizzare il suo ruolo di ambasciatore della Repubblica Centrafricana al fine di rivendicare l’immunità diplomatica nei confronti della dichiarazione di bancarotta che ha trasformato i suoi ultimi dodici mesi in un autentico inferno.

Tale posizione risulta infatti garantita dalla Convenzione di Vienna del 1961 sulle relazioni diplomatiche, il che significa che l’ex fuoriclasse tedesco non può essere sottoposto ad alcun procedimento legale senza il consenso della Repubblica Centrafricana e del suo segretario straniero, vale a dire Boris Johnson.

Ricordiamo che Becker è stato dichiarato in bancarotta nel giugno del 2017 a causa di una somma di denaro dovuta ai banchieri privati Arbuthnot Latham & Co, controverso snodo di una vicenda ancora lontana dalla sua risoluzione.

Dopo che i suoi legali hanno presentato la domanda, Boris ha affermato: “La decisione di avviare un procedimento di bancarotta nei miei confronti è stata ingiustificata e assolutamente ingiusta.

Un gruppo di banchieri e burocrati anonimi mi ha spinto a una dichiarazione totalmente inutile di bancarotta, che mi ha inflitto un sacco di danni, sia sul piano economico che professionale, oltre a colpire le persone a me più vicine.

Ora ho domandato l’immunità diplomatica come è mio diritto, con l’intento di portare a termine questa farsa e di poter iniziare a ricostruire la mia vita. Mi occuperò poi delle persone che hanno forzato questo processo per renderle pubblicamente responsabili delle loro azioni”. Arbuthnot Latham & Co ha rifiutato per il momento di commentare le frasi uscite dalla bocca del sei volte campione Slam.