Test antidoping, Alizè Cornet assolta. Vicenda rocambolesca


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Test antidoping, Alizè Cornet assolta. Vicenda rocambolesca

Grande sollievo per Alizè Cornet e tutto il suo entourage. La tennista francese è stata ascoltata in udienza l'1 maggio a Londra dai giudici del Tribunale Indipendente dell'ITF, a seguito della denuncia da parte della federazione tennis francese, che ha trovato Cornet assente in tre test antidoping nel 2017, in meno di un anno. Cornet rischiava fino a due anni di squalifica, e invece ne esce totalmente innocente.

Decisivi i dettagli del terzo "no show", discutibile a detta dei giudici: "Gli ufficiali delegati non hanno compiuto tutti gli sforzi ragionevoli nelle circostanze attuali" per raggiungere la Cornet. Questo controllo risale a martedì 24 ottobre 2017. Quel giorno, Cornet si era resa reperibile a casa sua dalle 8 alle 9 del mattino. E infatti a casa c'era, ma il suo citofono non era funzionante. Il guasto tecnico si era verificato una settimana prima e lei è stata in grado di dimostrare la sua buona fede presentando il documento di riparazione preparato dalla compagnia telefonica attraverso l'aiuto del padre.

In assenza di risposta al citofono, l'agente antidoping ha telefonato invano ad Alizè Cornet, ma non ha rilasciato alcun messaggio nella segreteria telefonica per non violare il regolamento. E poiché era stata una chiamata fatta con lo sconosciuto, Cornet non poteva sapere chi l'avesse chiamata quando ha visto la chiamata persa pochi minuti dopo. Non ha dunque colpe in questo caso.

L'ITF ha 21 giorni per presentare ricorso contro questa decisione. L'Agenzia mondiale antidoping (WADA) e l'Agenzia antidoping francese (AFLD) avrebbero 21 giorni in più se l'ITF dovesse rinunciarvi. Se non ci sarà ricorso, il caso sarà definitivamente archiviato. Questa settimana non ha giocato il torneo di Roma perché non voleva ricevere possibili brutte notizie fuori di casa. Tornerà a competere a Strasburgo prima del Roland Garros.